Mercato
popolarono, e diventarono città di qualcheimportanza.
Nelle città greche, la piazza del merca-to , era chiamata agorà , e trovatasi per lopiù nel centro della città. Allorché nellastessa città erano varie piazze o agorà,ogni quartiere aveva ordinariamente la suapropria : invece nelle città poste in rivaal mare, ad un lago, ad un fiume naviga-bile, la piazza o agorà si trovava attiguaal porto. I Greci davano a queste piazzeuna forma quadrata, e le circondavanocon vasti portici doppii, ricoperti da untetto liscio per formare un terrazzo. Questiportici servivano di abitazione a quelliche pei loro affari dovevano frequentarele piazze pubbliche, e di riparo a tutticontro il cattivo tempo e fi ardore del so-le. I portici si alternavano talora cogli edi-fizi, dove sedevano i magistrati, coi templie con altri fabbricati.
I mercati de’ Romani in Roma, o nel-le altre città d’Italia , distinguevansi daquelli delle città greche, perchè formava-no un quadrato oblungo, la cui larghez-za era uguale a due terzi della lunghezza.Siccome queste piazze servivano soventedi arene pei combattimenti dei gladiatori,così i loro portici erano più larghi al paridegl’ intercolunnii, e Queste gallerie, pellibero passaggio, servivano pure per collo-carvi le botteghe e i banchi de’ cambiatorie ricevitori de’ danari pubblici. In Roma vi erano 17 di queste piazze o mercati,di cui 14 erano destinati al traffico dellederrate e delle altre mercatanzie ; queimercati chiamavansi fora-venalia ,• gli alitiin cui si tenevano le assemblee, e in cui sirendeva la giustizia, erano chiamati civiliae judiciaria.
Le prime di queste piazze destinate aimercati propriamente detti, nomi partico-lari ricevevano a seconda degli oggetti chevi si vendevano. Il Joriiin boarium avevaricevuto questo nome dalla statua in bron-
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zo di un bue che vi si vedeva, e dalmercato dei buoi che vi si era stabilito ;il forum capedenis serviva di mercato al-le carni e agli altri commestibili ; i legumivendevansi nel forum olito ri um , ove lesubhastationes , o incanti pubblici, aveva-no pure luogo ; i pesci vendevansi nelforum piscarium; il grano e il pane nelforum pistorium ; i porci'nel forum sua-rium.
Il meidau, o mercato d’Ispahan , è unavastissima piazza circondata per ogni parteda gallerie : la sua elevazione dà un’altaidea del lusso dell’ architettura orientale,cui lo splendore de’ colori, e la ricchez-za delle tappezzerie e delle stoffe aggiun-gono ancora più grande magnificenza neigiorni solenni. Le acque correnti che cir-condano quella piazza sono un beneficodono che il calore del clima rende vantag-gioso agli abitanti per la freschezza che pro-curano, e per la salubrità che danno ai-fi aria di quel luogo. Mantengono altresìla vegetazione degli alberi che ornano lesponde, e operano un magico effetto nelleluminarie che colà usansi fare nelle pub-bliche feste. La costruzione di questa piaz-za è di mattoni e di pietre ; le bottegheoccupano il fondo delle gallerie ; le abita-zioni de’ mercanti e de’ forestieri sono alprimo piano, e al di sopra dischiudonsi bel-lissimi terrazzi. Magnifiche moschee orna-no il circuito, e la parte della facciata, cheè alta quattro piani, serve d’ingresso al pa-lazzo del re.
Parigi è forse oggidì la città d’ Europa meglio provveduta quanto a mercati chesi conosca, nè sarà quindi fuor di luogo ildare un sunto del modo come giunseroallo stato attuale.
Per lungo tempo non vi si conobberoche mercati all’ aria aperta fuoii della cit-tà, ed è uno studio curioso a farsi quellodella ordinanza che emanò Dagoberto nel629 per la fondazione di una fiera della