Band 
Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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yo Mercurio

elorico, si convertiva del tutto in mercurio

metallico.

La delta soluzione acida di protonitratoveniva in maniera compiuta precipitata dal-1’ azione del fosforo, imperciocché niunoindizio di mercurio restava nel liquore.Dietro questi fatti un nuovo metodo sipropose per determinare il mercurio nel-1’ analisi quantitativa ; e questo metodoper la sua semplicità e brevità si puòtorse preferire a quelli finora proposti.

La soluzione di cloruro neutro di ramedà una pronta reazione col fosforo, ma lasoluzione acida dello stesso sale non rea-gisce menomamente. Da ciò è facile infe-rire che la scienza acquista un nuovo mez-zo per separare il mercurio dal rame, equesto torna molto profittevole all’ analisichimica. L’importanza di questo trovato sisentirà molto bene da quelli che conosconola difficoltà del metodo finora praticato.Può anche il nuovo mezzo applicarsi aseparare il mercurio dal cadmio, dal bis-muto, dall’urano , dal nichelio e dal cobalto.

Una soluzione di bicloruro di mercurio,acidificata con 1’ acido idroclorico, sotto-posta all’ azione della corrente, diede unprecipitato che era mercurio metallico,quantunque al momento che si formavaavesse un aspetto polveroso.

La ripristinazione per via umida è insomma il migliore ed il più esatto di tuttii metodi per determinare la quantità delmercurio in una sostanza che si analizza.Gli altri metodi non ottengono questo fineche assai incompiutamente.

Sovente tuttavia si determina la quantitàdel mercurio che esiste in una sostanza se-parandolo dagli altri principi! costituenti diessa col mezzo della distillazione. Questometodo richiede per altro grandissimo nu-mero di precauzioni, e, qualunque dili-genza si abbia, non dà mai prodotti cosiesatti come la ripristinazione per via umi-da, ottenuta col protocloruro di stagno.

Mercurio

Ecco in qual guisa mettasi in pratica. Sipesa in una piccola storta la sostanzache contiene il mercurio, poscia, quandoquesto vi si trova allo stato di ossido, diprotossido o di solfuro , si mesce concarbonato di potassa o calce pura. La po-tassa intacca il vetro ; pel che è preferibilela calce ; ma è meglio adoperare unitamen-te calce e potassa, avendo tuttavia in con-siderazione le altre sostanze che vi potes-sero rimanere ed occorresse determinarequantitativamente. Dopo ciò, s’introduce ilcollo della storta in un lungo tubo, che nondee però essere troppo sottile ; poi si faentrare in un piccolo recipiente che con-tenga quanto basta di acqua perchè l’aper-tura del collo della storta tocchi immedia-tamente la superficie del liquido. Se si im-mergesse il collo nell’acqua, si esporrebbela storta al pericolo che 1’ acqua salisse inessa, allorché il calore diminuisse ancheper un istante, nel corso della operazione.Se la storta è piccolissima, la distillazionepuò farsi sopra una lampana a spirito divino a doppia corrente d’ aria : è meglio,per altro, servirsi d’ un piccolo fornello ;ma conviene allora aver cura di non au-mentare il calore a segno di ammollire odanche fondere il vetro. Il mercurio distil-lato si riunisce nel recipiente al fondo del-1’ acqua. Quando si ebbe la precauzionedi raffreddare 1’ esterno del recipiente du-rante 1’ operazione, . non deesi temere chenessuna quantità ponderabile di metallosi perda allo stato di vapore. Dopo il raf-freddamento, si taglia il collo della stortavicino al ventre, e, con qualche filetto diacqua, si fanno cadere nel recipiente i glo-buli mercuriali che aderiscono a questocollo. Si secca poi il mercurio all’ aria esi pesa.

Se la combinazione mercuriale fosse vo-latilissima ; se eontenesse, per esempio, delpercloruro o del protocloruro di mercurio,succedierebbe quasi sempre che il calure