MEncrnto
polvere nella bottiglia che contiene il mer-curio che si vuole ripulire ed agitandofortemente ogni cosa. Lo zucchero deveessere un poco umido ; e facilmente losi inumidisce introducendo l’aria dei pol-moni nella bottiglia. L’ agitazione lo faallora aderire ai corpi estranei che si tro-vano nel mercurio, ed allorquando lo sitravasa, facendolo passare da un imbutodi carta, n" esce molto più netto di quelloche non fosse da prima.
Si può anche spogliare il mercurio dallapolvere e dagli ossidi metallici, lavandoloripetutamente con una corrente d’ acqua,in guisa che questa tragga seco le sozzure,cessando quando esce pura, e togliendoallora la umidità con carta bibula, comein addietro si è detto.
I metalli combinati allo stato di amal-game col mercurio sono ordinariamente ilpiombo, il bismuto, lo stagno, lo zinco ol’arsenico ed esercitano un'influenza chimi-ca, allorché si impiega il mercurio per certecombinazioni ; agiscono altresì meccanica-mente, per la rapidità con la quale si ossi-dano, e producono pellicole alla sua su-perficie, quando si fa uso di mercurio percerte esperienze elettro-magnetiche, comepure nella costruzione de’ termometri ebarometri. Il mercurio che è chimicamen-te impuro si copre ben presto, come di-cemmo, di pellicole, le quali stanno ade-renti alla superficie, allora che pure vennespogliato di tutte le impurità meccaniche,e questa riproduzione della pellicola av-viene con grandissima rapidità, la qualedipende dall’ agitazione cui è soggetto ilmetallo e dall’ estensione della sua su-perficie.
I metalli così combinati al mercurio nonpossono evidentemente separarsi con nes-suno dei mezzi meccanici anzidetti, perciòricorresi ad altri spedienti, e consistonoquesti o nel promuoverne la ossidazione,perchè si separino poscia con alcuno dei
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precedenti artifizii, o nell’ assoggettare ilmercurio all’ azione del calore, perchè ilmiscuglio si separi solo volatilizzandosi ; ofinalmente con agenti chimici che valganoad opportunamente disgiungere i varii me-talli.
Sul primo di questi principii è fondatoil metodo di Priestley, che è eccellente perdepurare piccole quantità del metallo, emerita perciò una particolar attenzione. Siversano tre once circa di mercurio in unabottiglia che ne possa contenere dieci adodici ; si chiude col turacciolo, si mettea rovescio la bottiglia, indi la si scuote for-temente, battendo contro un appoggio lamano che la tiene. Dopo venti o trentascosse, si leva il turacciolo, e per mezzo diun soffietto si rinnova l’aria nella bottiglia.Non passa molto tempo che si forma allasupeifìcie una polvere nera che si può fa-cilmente separare. Si capovolge allora labottiglia, ed applicando il dito su 1’ aper-tura, si lascia uscire tutto il metallo checola facilmente ; lo si raccoglie a parte, edopo averne separata la polvere nera ilmercurio riponesi nella bottiglia, e vi siagita come prima. Si ripete questa opera-zione fin tanto che non si produca più ma-teria nera. Priestley osserva che fino a tantoche vi è piombo nel mercurio, questo suo-na nella bottiglia come se vi fosse dell’ar-gilla molle; ma all'istante in cui il piombosi è separato, comincia, a misura che lo siscuote, a rendere un suono più chiaro, dimodo che non avvi alcuno che non possariconoscere il momento in cui venne ba-stantemente agitato. L’ efficacia di questometodo verificossi col depurare in questomodo del mercurio reso impuro espressa-mente, mescolandovi piombo e stagno.
Il secondo mezzo dell’ applicazione delcalore consiste nella distillazione. Controquesta però stanno alcune difficoltà nonche il bisogno di particolari avvertenze.Primieramente talvolta i metalli estranei