Mercurio
mercurio, oli’ azione del calorico in unbagno di rena. Il fosforo rimase in questatemperatura sempre fluido, e benché lacucurbita sia stata continuamente mossa,il mercurio però non si combinò menoma-mente col fosforo. Non fu più fortunato ilrisultamento, allorché sottopose alla distil-lazione una mescolanza composta di partiuguali di mercurio e di fosforo, fino ache passò una piccola porzione di que-st’ ultimo. Accadde però la combinazionedel mercurio col fosforo, allorché gettòparti eguali di perossido di mercurio edi fosforo bagnati con un poco d’ acquain una cucurbita, li espose al calore delbagno di rena e li agitò frequentemente. Ilperossido diventò nericcio, si combinò colfosforo, e fu ritrovato nell’ acqua 1’ acidofosforico. Pelletier giudica che la polverenera fosse mercurio metallico finamente di-viso, e ritiene necessaria questa divisione,affinchè possa accadere la combinazionedel mercurio col fosforo.
Thomson ritrovò, avendo ripetuto que-sto sperimento, che quando riscaldò il fo-sforo in una storia riempita di gas idroge-no, per evitare l’infiammazione, col pro-tossido di mercurio, accadde facilmente lacombinazione fra ambidue. Thomson sup-pone quindi, che nell’ esperienza insti-tuita da Pelletier non sia accaduta unacombinazione del fosforo col mercurio me-tallico, ma bensì col protossido del mede-simo, e che la polvere nera formatasi,non fosse mercurio metallico, ma bensìprotossido.
Il fosfuro di mercurio s’ ammolla nel-P acqua calda, e s’indura al freddo. Es-sendo stato leggermente compresso nel-1’ acqua calda col mezzo d’ una pelle dicamoscio ne passò un poco di fosforo tra-sparente, e rimase nella pelle una massasolida, nera, che si potè tagliare col col-tello. Essendosi riscaldata nel limbicco, sidecompose ; esposta all’ aria secca e calda
Mercurio i/ ( i
emanò vapori rossi, che sparsero un odoredi fosforo.
Ruhland ha eseguito la combinazionedel mercurio col gas idrogeno fosforato, ecol gas idrogeno solforato col mezzo delseguente metodo. Per ottenere la com-binazione dell’ idrogeno fosforato, portòalcune piccole gocce di mercurio nell’ i-drogeno fosforato tenuto fluido sotto 1’ a-cqua, in combinazione col polo negativodi una forte pila, e tuffò il filo del polopositivo nel fosforo. Per avere la combi-nazione dell’idrogeno solforato prese tantoacido solforico concentrato, che questo nefu decomposto, ed al polo negativo siformò in parte del gas idrogeno solforalo,ed in parte dello zolfo ridotto.
Scoprì posteriormente che si poteva faresenza del galvanismo ; e la stessa combina-zione accadde facilmente, allorché agitòper molto tempo il mercurio in una me-scolanza composta di parti eguali di zolfoe di fosforo, oppure la combinazione conl’idrogeno solforato in una soluzione mol-to satura di fegato di zolfo.
Si trova in tutti questi casi, allorché sileva il mercurio dalla mescolanza, e dili-gentemente seccasi con la carta bibula, cheha perduto la sua forma liquida, e la pro-prietà di formare gocce.
Posto sul vetro vi forma una coda, co-me il mercurio reso impuro dal piombo,e si può anche stendere un poco col dito,
Quello che fu combinato col gas idro-geno fosforato quando si fa scorrere sullamano , risplende per molto tempo nel-1’ oscurità.
Con tutto ciò la quantità del fosforo edell’ idrogeno solforato, che si combinasotto queste circostanze col mercurio, èsommamente piccola, e la combinazione èsì poco intima, che si decompone di nuo-vo restando per qualche tempo espostaall’ aria.
La storia del fosfuro di mercurio lascia,