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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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Messe Messe

lasciata compiere sulla pianta aveva depe-.Franante» è opinione del celebre Thaer,rito sensibilmente, e non presentava che del barone Wogts, e del Fellemberg cheun grano cattivo, il quale aveva subito no- non si debba lasciar maturare interamentetabile diminuzione. |se non il frumento destinato alla riprodu-

Meno forte fu la differenza quando si zione.

operò sopra raccolti che non sopportaronotali accidenti : ma anche in tal caso trovossiconsiderevole, e da diverse esperienze sem-brerebbe risultare almeno d’ un sesto.

D ue coltivatori, le cui proprietà sono li-mitrofe, soffrirono del pari nel i83o gli ef-lfetti disastrosi di un oragano, mentre il gra-no era appena formato. L’ un d’ essi, piùavvezzo all’osservazione che il suo vicino,si affrettò a far tagliare i frumenti, del chefu biasimato da tutto il paese, a tal pun-to che venne contrariato da una partede’ suoi mietitori, i quali in quei luoghihanno diritto a parte del raccolto. Il suovicino rideva, e ostentava di lasciar pren-dere al suo raccolto il color giallo cheordinariamente acquista col tempo la messe : perdette egli in questa guisa tre quartidel suo grano, mentre il primo venne adessere ampiamente indennizzato dei sar-casmi sofferti, mediante la conser«*»zionedella maggior parte dei suoi grani. Egualitentativi vennero fatti nel i 8a4; ne l dipar-timento di Lolh e Garonna , tanto soprabiade miste con veccia che sopra altre nonmiste, ed hanno prodotto esattamente imedesimi risultamene. Yedesi pure lutti igiorni mietere in questo medesimo statoil miscuglio di segale e di frumento, senzache appaia alcuna inferiorità di quest’ ul-timo, il quale in tal caso tagliasi sempreancor verde.

I fatti numerosi osservati con tutta ladesiderabile attenzione, e confermati inogni tempo da agronomi di gran merito,non bastarono però a distruggere tutti idubbi, sicché sono ad esortarsi i colti-vatori spregiudicati a rinnovare le espe-rienze per chiarire tal quistione, e ciò al-l’oggetto di fare scomparire ogni incertezza.

Abbiamo in vero riflettuto all’ artico-lo Frumento altra volta citato, variareil vantaggio o lo scapito del prevenire lamaturazione dei grani secondo gli usi cuiquelli deslinansi, e Schoen pure distinsequelli che si destinano a servire di semina,quali là duopo lasciar maturare, daglialtri destinati alla macina che consiglia an-eli’ egli di mietere prima della compiutaloro maturità.

Il giudizio nel primo caso egli fonda sullaesperienza, la quale dimostra che i graniche cadono spontanei dalle spiche sono imigliuri per seme, e si sa che questo stac-carsi pienamente dipende dal grado per-fetto di loro maturità.

I grani poi destinati a ridursi in farinacrede conveniente sieno raccolti, allorchécompressi fra le dita spremono una massaviscosa. In questo stato è però indispen-sabile che la raccolta si lasci esposta al-l’aria aperta più lungo tempo di quello chesi esiga pel grano raccolto maturo, special-mente se l’aia non abbia molto libera ven-tilazione.

La farina prodotta dal grano non total-mente maturo, al dire dello Schoen, riescepiù bianca ed in maggiore abbondanza.Per questa ragione in Germania, in Boe-mia ed in Ungheria la pratica di mieterein due tempi è antica ed estesa in moltipaesi. La gelosia commerciale ha latto perlungo tempo un mistero della medesima,poiché la farina così ottenuta, è general-mente ricercatissima e si vende costante-mente a maggior prezzo della comune.

Il Lorneni per altro oppone le seguentisaldissime osservazioni, all’ opinione delloSchoen, e degli altri, che come lui sosten-gono vantaggiosa la mietitura precoce.