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Trova egli giudiziosa la distinzione in-trodotta da Schoen e da altri fra i granida seme e quelli da macina. In relazioneai primi le osservazioni ed il precetto sonoconsoni alla migliore pratica agraria, e cia-scuno dei coltivatori dovrebbe uniformar-visi, tanto più che la porzione della messedestinata alla semina, dovendosi trattenerepiù a lungo nel campo, offrirebbe mag-giore facilità di purgarla da qualsivogliaaltro vegetale straniero, e produrrebbequindi una semente più scevra da germieterogenei e dal fomite venefico del con-tagio, del carbone, malattia che assai benesi riconosce dall’ aspetto esterno dellespighe.
Non crede il Lomeni però che sarannoforse così d’accordo la generalità degliagronomi quanto alla prematurità di rac-colta de’grani da macina. Ammesso pureche il mietere prematuramente possa pro-durre una farina più bianca della ordi-naria, il che è certo una condizione pre-gevole per la panizzazione, non saprebbeaccertare che del pari possa riuscire sa-porosa in modo da produrre un pane sot-to ogni aspetto commendevole, poichéporta opinione che, siccome avviene ditutte le frutta, anche i cereali non rag-giungano la loro perfezione che dalla riu-nione e perfetto amalgama di tutti i prin-cipi! elementari onde sono costituiti, il chenon si verifica se non al punto estremodella maturità.
Checché sia però di questa eccezione,che più al panattiere appartiene che all’ a-gronomo, la mietitura anticipata non incon-trerà forse, dice il Lomeni, l’approvazio-ne di quest’ultimo, poiché non senza ra-gione temerà di pregiudicare con essa allaquantità del raccolto ed alla facile conser-vazione del medesimo.
Se è vero ciò che viene asserito dallafisiologia vegetabile, che,cioè, le piante po-chissimo sottraggano al terreno pi ima della
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fruttificazione e moltissimo da questa allamaturità del frutto, dee esser vero delpari che nelle frutta, dalla loro formazionefino alla compiuta maturità, si va eseguen-do una sopraddizione di materia che con-corre, non solo al loro perfezionamentointrinseco, ma ben anche allo sviluppo diquel volume del quale sono suscettibili.Nei semi immaturi altresì esiste sempre unamaggiore o minore quantità di acqua divegetazione, la quale serve forse a favorireviemmeglio l’amalgama de’ principi! costi-tuenti, e si disperde mano a mano che ilseme si avvicina alla maturità, sia che neavvenga I’ evaporazione o la solidificazio-ne, o l’una e l’altra tutto insieme.
Posto ciò, i cereali prematuramentemietuti non si dovrebbero poter conside-rare nè come fruiti nell'intrinseco perfetti,nè come semi pervenuti a tutto il volumeloro naturale, ma ricchi tuttavia di acquadi vegetazione per la cui perdita impicco-liscono sempre più. La prima considera-zione escluderebbe l’idea della richiestasaporosità, e non farebbe trovare moltoconsona a quanto avviene ogni dì quell’al-tra, che, cioè, simili grani produrre pos-sano maggior quantità di farina al para-gone di quelli maturi : la seconda autoriz-zerebbe i timori della diminuzione delraccolto e della più difficile conservazione.
Quanto al primo di quei timori è evi-dente, che quanto più piccoli sono i grani,maggior numero ne occorre a riempire lostaio, nè ciò ha bisogno di prova ulterio-re; e relativamente al secondo, siccome laconservazione de’grani sembra più spe-cialmente dipendere dalla maggiore priva-zione dell’umidità, quanto meno acqua divegetazione conterranno tanto più facil-mente avverrà la contemplata privazione,e quindi tanto più facile e certa sarà laloro conservazione.
Alla pratica della precoce mietitura, cheanche i nostri contadini seguono più vo-