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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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volentieri per sottrarsi il più presto possi-bile all’infortunio della grandine, i nostriagronomi hanno costantemente attribuitaprima d’ora la riuscita di grani poco vo-luminosi, raggrinzati, produttori di pocafarina e di abbondante crusca, e difficili aconservarsi per la tendenza loro alla fer-mentazione.

Bayle-Barelle fa un’ altra distinzione re-lativamente alla qualità diversa delle terree dei frumenti. Osserva che nei terreniquarzosi, o sia leggieri, si può, senza pe-ricolo, anticipare di qualche giorno lamietitura, ancorché i semi delle spiche nonsieno totalmente indurati ; giacché nonlasciano di perfezionarsi sull’ aia : inoltrein tali terreni, il frumento fa una glumapiccola e debole, che leggermente strin-ge i semi, sicché molti se ne perdononel trasporto dal campo sull’ aia, qualorasi aspetta per falciarlo 1’ assoluta sua ma-turità.

Non cosi è nei terreni argillosi, ossiaforti e grassi. Ritenendo moltissimo que-sti terreni l’umidità, per poco che voglia-si essere premurosi di sgombrare il cam-po, all’oggetto di seminarvi i grani minuti,si otterrà sempre un grano immaturo, cherende poco in peso e farina, che soggiacealla fermentazione, ed è in fine facilmentecorroso dagli insetti nel granaio. Del parinulla si arrischia e ritardare la messedel frumento candidissimo, cerulescente,peloso, ravanese, perchè in tali specie leglume calieine di ogni spighetta stringonofortemente il seme ; non così è però riguar-do al frumento invernengo, ed alle sue va-rietà. In esse le glume sono così allargate,che costituiscono il lato più lungo dellaspiga ; acciocché adunque non escano igrani è duopo scegliere per la messe quelmomento in cui sono vieppiù dalla glumeristretti. Ora l’esperienza insegna, chequando sono per maturare tali spighe, i|semi s’ ingrossano a segno di sopra vvanzare]

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di qualche lìnea le glume stesse, sicchécadono facilmente; ma che, deposta, nellospazio di una giornata circa, la loro tumi-dezza, si trovano di nuovo tra le bucciorinchiusi.

Oltre questa osservazione, si rileva pu-re che le glume, essendo igrometriche,stringono i semi durante la notte, ed allor-ché tramontando il sole cadono per diminuito calore i vapori eh’ esso ha innalzato ;mentre invece sono desse allentate allor-ché il calore si fa sentire maggiormentesul nostro orizzonte. Quindi non irragio-nevolmente si conghiettura che le ore piuopportune della giornata per eseguire lamietitura sieno dall’alba alle dieci del mat-tino, e dalle cinque al tramontare del sole ;anzi nei climi meridionali non sarebbeinopportuno riportare questa operazionealla notte.

Anche Francesco Gera prese a combat-tere la sentenza dello Schoen con ragioniin parte analoghe a quelle addotte dal Lo-meni, trovandola contraria ai sani princi-pii di fisiologia vegetabile. Le piante, eglidice, tolgono al terreno ed all’ atmosfe-ra quei principii, ed in quella quantitàche loro occorre, giusta i loro bisognireclamati dallo stato in cui si trovano.Giovanette assorbono principii più sot-tili ; ma fatte adulte, e dilatati i vasi edi canali, assorbono pure materie più gravie talvolta più eterogenee. Sappiamo pureche esse di poco abbisognano durante laloro giovinezza; di molto, ma per pochigiorni, durante la fioritura ; e di moltissi-mo, perchè per un tempo più lungo, du-rante la fruttificazione. La scienza fisio-logica dimostra apertamente, come in re-lazione di tale assorbimento si formi dicontinuo una materia, la quale concorrenon tanto al perfezionamento intrinseco,quanto allo sviluppo del volume del gra-no. Ora come supporre che il grano, ilquale tiene yna sostanza viscosa, il grano