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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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Messe

non perfezionato, non Sviluppalo, sia sa-poroso, nutritivo, abbondante? Non locrede il Gera nè saporoso, nè nutritivo,dappoiché venne interrotta la l'unzione mi-rabile dell’acqua di vegetazione di pro-muovere vie meglio l'amalgama dei prin-cipii costitutivi depositati ; interrotta l’as-similazione delle molecole nutritive, alte asviluppare il grano, ed interrotte in quelmentre, che la forza vitale la dirigeva, diremcosi, a dare l’ultima mano, affinchè com-piesse lo scopo cui natura la destinava.Non lo crede abbondante, perchè, nonsolo il grano che contenesse ancora so-stanza viscosa, ma altresì quello che nonfosse perfezionato, nè pervenuto al volu-me suo naturale, dee perdere molta parteper giungere a stagionarsi, e quindi deeimpiccolirsi. E siccome la pai te più teneradee perdere di più, pei thè alla fin fineciò che evapora si è I’umidità; così benchiaro si vede, che la sostanza interna per-derà più della esterna, essendo che in quel-la sta maggiormente la parte viscosa. Ora,se il grano si è ristretto così, si vede nonpotersi dire, che certo sarà più abbon-dante. Aggiungasi poi,che ove non si possa,o torni difficoltoso lo stagionarlo bene,allora anche la conservazione ne sarà cer-tamente difficile.

Pretende poi lo Schoen che : la fa-rina prodotta dai grani non al tuttomaturi , riesca più bianca e più abbon-dante , e quindi la asserisce ricci ratissima,c meglio pagata in commercio. Il Geraconfessa non avere esperimenti in grandee veramente esatti ; però, da quelli cheistituì, gli sembra potere con qualche sicu-rezza affermare che la farina riesce piùbianca soltanto quando il grano raccoltoimmaturo, s’ invìi alla macina non perfet-tamente stagionalo; perchè in questo casola corteccia o la crusca, si mantiene nellamacinazione più unita, ossia si divide ingrandi scaglie, e non si polverizza che dif-j

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ficilmente e in minima parte; e, per con-seguenza, la farina vera, il fiore, si staccapiù pura e non resta insozzata. Infattiegli ottenne gli stessi risullamenti dal Au-mento perfettamente maturo, quando, in-nanzi di farlo macinare, lo espose sopralastricato di pietra o sopra i così dettiterrazzi, cioè quando fece riprendere allaparte corticale un leggerissimo grado diumidità. Ora, se la parte interna è quellache più perde di umido nella stagionatu-ra, come sopra avvertimmo, se la partecorticale si stacca in isfoglie e non si pol-verizza, evidente ne viene, a suo credere,essere falso che si ottenga più abbondan-te farina dal grano colto immaturo. Fi-nalmente soggiungeremo che la minorquantità di farina non è compensala dalprezzo maggiore, non solo pel grano colloimmaturo, ma neppure valendosi di granocolto maturo, ed un po’ umettalo, comesi disse.

Riassumendo e confrontando questi variiragionamenti, pare potersi imparzialmentededurre, poco essere il vantaggio od ildanno dell’anticipare la mictitiua, pesan-do i profitti e i discapiti, e dovere perciò1 ’ agricoltore av veduto ricorrere o no aquello spediente secondo le particolari cir-costanze locali e del momento, le qualisole possono renderlo talora utilissimo, etalvolta invece di gravissimo danno. Quan-to dicemmo fin qui potrà condurre a di-scernere quali inolivi possano indurre adappigliarsi piuttosto ad un partito cheall’ altro.

Quanto si è dello del frumento si può,con leggere modificazioni, intendere puredell’ Avena, dell’ Onzo e della Secala esimili, pei quali rimandiamo ai loro arti-coli. Alcuna cosa si disse pure intorno adessi all’ articolo Covone di questo Sup-plemento (T. VI, pag. 24G).

Pei semi oleaginosi è facile scorgere ilmomento più favorevole al raccolto : sono