Band 
Tomo XXXVII. [Supplimento.]
Seite
232
JPEG-Download
 

aÒ2 Messe

che è una falsa economia quella di moltocaricare le vetture sulle quali si trasporta-no le messi, avendosene danno invece cheutile.

Finiremo questo articolo con alcunebrevi considerazioni circa al modo miglio-re di convenirsi coi mietitori. In alcunipaesi si dà loro un tanto per la raccoltadi qualsiasi grano ; benché questo pocovarii ogni anno nello stesso luogo, qua-lunque sia il prezzo dei cereali,pure varia daun paese all’altro da a-i. Questa ma-niera di pagamento non è senza inconve-nienti. Il mietitore riscuote un salario mol-to alto, quando il prezzo dei cereali è alto ;quando all’ opposto, per qualsiasi motivo,que’ prodotti sono a prezzo vile, la por-zione che tocca ai mietitori riducesi adassai poca cosa quando se la converte indenaro. Questa sproporzione tuttavia nonè dannosa che al coltivatore, poiché all’ o-peraio occorre sempre la stessa quantitàdi grano per cibarsi, qualunque siane ilprezzo. Quindi per lui, che tiene il grauopel proprio sostentamento, il valore noniulluisce sulla misura del salario che per-cepisce.

Quantunque tali convenzioni divenganoogni giorno più rare, sussistono nulla-meno in pieno vigore in varii paesi, esarebbe imprudente imporne d’altra sorte,poiché, essendovi grandi ricerche di manod’ opera al tempo delle messi, si potrebbetrovarsi ad un tratto senza operai.

Un altro genere di accordo, molto piùpiù comodo e più in uso del precedente,è quello di pagare i mietitori in propor-zione alla superficie sulla quale mieterono.In tal caso fa duopo evitare- di avere acontrattare con molte compagnie, per sem-plificare le misurazioni e per poter distri-buire in equa proporzione a ciascuna queipezzi ili terreno ove il lavoro é più diffi-cile. Non conviene però neppure trattarecon una sola compagnia, poiché sarebbe

Mestica

tolta ogni gara ed emulazione per la esat-tezza e perfezione della mietitura.

Finalmente si fa mietere pagando glioperai a giornata, e questo è certamenteil mezzo migliore per avere un lavoro ac-curato, e se si può procacciarsi un nume-ro di operai sufficiente, di raro si avrà alamentarsi del piccolo eccesso di spesa.Con questo accordo vi ha di più il vantag-gio di potere impiegar gli operai a quellavoro che si vorrà. Cosi, se il tempo in-clina alla pioggia, si sospende la mietituraper riparare da disastri ciò che si è giàraccolto ; mentre invece con la mietituraa compito non si possono distrarre glioperai dal loro lavoro per occuparli d’ unaltro che non entra nei loro accordi, ameno che non si fosse convenuti di ciòespressamente, al che assentono difficil-mente.

Di raro torna a conto fare eseguire daimietitori i covoni o le gregne, e legare igrani raccolti : vai meglio avere un uomoabile ed attivo che diriga operai appositi,là dove occorrono quelle preparazioni.

(Attuile de IVoviu.e — Bayi.e Ba-relle — Ignazio Lomeni-Sciioen —

Francesco Gera — Salles — .'Ipc dellecognizioni utili.)

MESSITICCIO. Messa, pollone, ger-moglio delle piante.

(Alberti.)

MESSO. Dicesi per muta di vivande,servito (V. Messa).

(Alberti.)

MESSORIA. Aggiunto della falce deimietitori.

(Rubbi.)

MESTARE. Agitare con mestola o conmano, e si dice propriamente di cose li-quide o quasi liquide.

(Alberti.)

MESTICA . Composto di varie terremacinate con olio di noce o di lino, ches’ impiastra sopra tele o tavole che si