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tivamente lo stesso raggio luminoso soprasuperficie d’oro levigate, e vedere la tintache questi raggi acquisterebbero dopo di-versi riflessi. Quest’ esperienza è stata fat-ta da Benedetto Prevost, il quale ha os-servato, come doveva aspettarsi, che ilcolor naturale dell’ oro si aumentava diforza successivamente al punto di divenirerosso ranciato.
La tinta verde propria dell’ oro, quan-do è molto diviso o molto assottigliato, einterposto tra la luce e l’occhio, non puòadunque provenire dalla luce riflessa, mabensì dalla luce trasmessa ; le molecoledell’oro sono adunque trasparenti.
Aggiungasi poi che il color dell’ oroessendo rosso ranciato, quando lo si osser-va per riflessione, dee essere verde quandoviene osservato per trasmissione, il chepure si accorda con 1’ esperienza.
Se l’oro, che è uno dei metalli piùdensi, è di una trasparenza notabile, deesupporsi che tale proprietà sia comuneanche agli altri metalli. I colori che avreb-bero in tal caso potrebbero essere preve-duti fino ad un certo punto, e dedotti daquelli che presentano col semplice riflesso.
Splendore. Fra tutti i caratteri dei me-talli, il più notevole ed il più facile adosservarsi si è il loro splendore particolare.Onesto splendore è proprio di tutti i me-talli presi in massa ; scorgesi esso anco neimetalli ridotti in polvere grossolana ; final-mente si può farlo comparire anche suquelli in polvere fina, quando con unbrunitoio d’ agata si comprima questa pol-vere sopra un pezzo di carta.
Lo splendore dei metalli dipende dallaopacità propria di questi corpi e dalla fa-cilità con cui acquistano tutti un polimentopiù o meno perfetto. Queste due circo-stanze riunite li rendono sommamente attia riflettere i raggi luminosi che cadonosulla loro superficie, poiché infatti la loroopacità si oppone al passaggio di questi
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raggi, e il loro polimento all’assorbimentodi luce che risulterebbe da piccoli riflessiparziali, che si producono sempre alla su-perficie de’ corpi scabri.
Non tutti i metalli però sono al mede-simo grado splendenti : il platino lo è piùdi tutti. Tra i metalli ordinarli, poi, se-condo Leslie, vengono l’acciaio,l’argento,il mercurio, 1’ oro, il rame, lo stagno edil piombo.
Colore. I colori dei metalli trovansiquasi tutti compresi tra il bianco puro eil bianco grigio o azzurrognolo. L’ oro, ilrame ed il titano presentano una grada-zione di tinte gialle o ranciate. Ma vi èmolta distanza tra questo color generalede’ metalli ed il colore loro proprio ; que-st’ ultimo, per la grande facoltà riflessivadei metalli, trovasi affogato, in certo modo,in tale quantità di luce bianca, che scom-pare quasi interamente, quando non sifaccia che osservare le lamine de’metalli.
Ecco un quadro delle gradazioni ditinta generali dei metalli in lamine od inmassa :