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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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«l’ima lamina d’argento con idrosolfato« 1 ’ ammoniaca, ed esponendo il tutto inuna muffola al grado di calore strettamentenecessario per produrre la combinazionedello zolfo con 1 ’ argento, dopo di chedeesi ritrarre dal fuoco, poiché altrimentil’inuguale dilatazione del solfuro e delmetallo produrrebbe una sfogliatura che siannunzierebbe con la decrepitazione delsolfuro. La massa così solforata è primafosca c nera ; ma la laminatura, che puòpraticarsi attesa la duttilità del solfuro diargento, ne riavvicina poi abbastanza lemolecule perchè acquisti lo splendore me-tallico ed il colore dell’acciaio.

Per ottenere i begli effetti sovraccen-nali, Fournet avvisa non doversi porrenell’ argento masse troppo piccole d’ oronel qual caso formasi una lega dei duemetalli simile all’ oro inglese , che per lasua pallidezza debolmente risalta sulla la-mina d’argento. Per la stessa ragione nonsi dee spignere troppo oltre la laminatura,altrimenti le parti d’ oro e d’ argento, chesi sono unite in lega al contatto, stiransifortemente, e formano una zona intermediapiù o meno larga, la cui tinta è poco gra-devole. Con le precauzioni convenienti sipuò anche porre a profitto questa pròprielà che posseggono i due metalli diunirsi in lega senza fusione, poiché pas-sando poi le lamine damascate nell’ acquaseconda, oltiensi una prima serie di zoneo di marmorature fosche provenienti dal-1 ’ argento puro ; poi una seconda serie divene bianche o d’un giallo pallido, lequali essendo formate dalla lega d’ oro ed’ argento, che non è attaccabile, restanopolite ; e finalmente, nel mezzo dominano le zone gialle splendenti, che sonopuro oro.

Calorico specifico. Quale sia la capacitàdei metalli più noti pel calore, cioè qualidiverse quantità di calorico occorrano perriscaldare ad un dato grado pesi uguali

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di ciascuno di essi, venne detto all’articoloCai.ohe nel Dizionario (T. Ili, pag. 264265 ), al quale ne basterà pertanto riman-dare il lettore.

Conducibilità pel calore. Come si èdetto all’ articolo Caloiie di questo Sup-plimento, i metalli sono le sostanze checonducono meglio il calore •, ma da lungotempo si era osservato non tutti possederequesta proprietà al medesimo grado. Sidimostra questa differenza con un esperi-mento assai semplice : si prendono alcunifdi di differenti metalli, ma passati attra-verso il medesimo foro della traGla, affin-chè abbiano esattamente lo stesso diametro;s’ immergono nella cera fusa, e quandosono raffreddati, si tiene una delle estremi-tà di ciascuno orizzontalmente nella Gam-ma di una candela, Gnchè apparisca nonfondersi più cera ; si misura poi in qualeestensione del Glo siasi fusa la cera, con-tando dall’estremità della Gamma. Quantopiù lungi quella si è fusa, più conside-rabile è la facoltà conduttrice del metallo.Tale esperienza offre un risultamento an-cora più certo allorché s’invitano i Glimetallici intorno ad una palla di rame, chesi riscalda alla Gamma tranquilla d’ unalampada ad olio ; si misura poscia a qualedistanza dall’ orlo della palla siasi fusa lacera. Si può anche, invece della vernicedi cera, attaccare piccoli pezzi di fosforo aciascun filo, ad eguale distanza dalla bolla,e notare in seguito il tempo necessario perriscaldare ciascun metallo al grado che ilfosforo esige per prender fuoco.

Dietro questi metodi, che però dannosoltanto risultamenti approssimativi, In-genhouz aveva classificati i metalli quantoalla conducibilità del calore con 1 ’ ordineseguente: argento, oro, rame, stagno, pla-tino, ferro, acciaio, piombo.

Despretz però fu il primo che con esatteesperienze cercò di determinare la diffe-renza di facoltà conduttrice del calorico di