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elettrica, che la proprietà conduttrice del-l’elettricità nei metalli è analoga all’ in-circa alla loro facoltà conduttrice del ca-lorico. La elettricità scaricandosi non isvol-ge calore nò luce se non quando lamassa del corpo conduttore è troppo pic-cola, pel che oppone così un ostacoloal suo passaggio. In conseguenza, se duefili di differenti metalli, ma di uguale gros-sezza, sono riscaldati a differenti gradi perla scarica d’ una medesima quantità di elet-tricità, sembra risultare da ciò che il me-tallo che si riscalda maggiormente sia me-no buon conduttore dell’ altro. Schildrencrede aver trovato che i seguenti metallidebbansi classificare in tal modo relativa-mente alla loro facoltà conduttrice dell’elet-tricità: argento, zinco, oro e rame. Davyha osservato che questa facoltà cangia conla temperatura, la cui elevazione la diminui-sce, e l’abbassamento l’aumenta. Allorché,per esempio, un filo metallico diviene ro-vente all’ aria, per la scarica d’ una fortepila elettrica, esso non può più scaricaretutta la massa di elettricità contenuta inquesta pila ; se lo si fa poi passare attra-verso l’olio, 1’ alcoole, 1’ acqua, in unaparola attraverso un mezzo capace di raf-freddarlo, cessa di esser rovente, e scaricaallora compiutamente la pila. Davy spiegacon ciò un’esperienza assai interessante dalui eseguita : si pone in un circolo elettricoun filo di platino lungo quattro a sei pol-lici, e tanto sottile che 1’ elettricità che loaitraversa lo faccia arroventare in tutta lasua lunghezza; se ne espone una partealla fiamma di una lampana ad alcole,in maniera di portarlo al rosso bianco :all’ istante medesimo il rimanente del filosi raffredda fino al disotto della tempe-ratura del rosso visibile, Se, al contrario,si applica un pezzo di ghiaccio sopra unpunto qualunque del filo rovente o visi diriga una corrente d’ aria fredda, tuttele altre parti di questo filo divengono istan-
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taneamente molto più calde, e passano dalrosso incandescente al rosso bianco.
Per determinare la differenza di facoltàconduttrice di alcuni metalli, Davy presealquanti fili delle medesime dimensioni,e cercò quante coppie d’ una forte pilaelettrica potevano scaricare , in manierada non produrre alcun effetto sensibile inun apparecchio proprio a decompor 1’ a-cqua. Trovò che il ferro ne poteva sca-ricare compiutamente sei, il platino undici,lo stagno dodici, il rame ed il piombocinquantasei, e 1’ argento sessantacinque ;dietro ciò, si può stabilire 1’ ordine colquale essi conducono 1’ elettricità. Ma ilcalore eccitato nei cattivi conduttori nonpermette di calcolare esattamente la facol-coltà conduttrice relativa. Davy ha trova-to inoltre che in ciascun metallo, questafacoltà è proporzionale alla massa del me-tallo, ma che non lo è alla sua super-ficie, e che è in ragione inversa della lun-ghezza del pezzo che serve di conduttore.Così, per esempio, allorché un filo di pla-tino, della grossezza di un di pollice,e lungo sei pollici, scaricava dieci coppiedi piastre, venti coppie erano scaricale daun filo lungo tre pollici della stessa gros-sezza. Se una certa lunghezza d’un filometallico scarica un certo numero di cop-pie d’ una pila elettrica, un filo della me-desima lunghezza, ma sei volte più pesan-te, o, il che torna lo stesso, sei di questifili ne scaricheranno un numero sei voltepiù considerabile. Davy tentò stabilire suquesti fatti un altro metodo di scoprire ledifferenze nella facoltà conduttrice del-1’ elettricità di diversi metalli. Prese a ta-le oggetto alcuni fili metallici della stessagrossezza, e misurò la lunghezza di cia-scuno strettamente necessaria per iscaricarecompiutamente la medesima pila elettrica.A questa maniera trovò le lunghezze pro-porzionali seguenti :