3G 4 Metallurgia
cono alla grossezza del pugno per sce-glierli di nuovo. Si divide d’ ordinario ilminerale in tre specie. La prima com-prende le parti abbastanza ricche per es-sere trattate immediatamente ; la secondacontiene i frammenti che hanno bisognodi essere depurati con una preparazionemeccanica ulteriore ; la terza è compostadi tutte le parti sterili, ed anche di quelleche contengono troppo poco metallo percoprire le spese che esigerebbe la lorodepurazione. Il più delle volte però è op-portuno di tenere raccolte queste parti diminerale rigettate in un luogo dove sipossano ritrovare facilmente. Il migliora-mento dei metodi può tosto o tardi per-mettere di trattarle utilmente ; questo èadunque un vantaggio pel tempo succes-sivo che giova non trascurare.
I frantumi prodotti dalla rottura deipezzi vengono posti a parte, e sottopostiad una preparazione meccanica particolare,cioè, alla stacciatura.
Non si può esprimere in termini gene-rali ciò che si debba intendere per mineralericco, minerale sterile o minerale medio,se non se col paragonare le spese ed i pro-dotti della loro riduzione. Sotto questopunto di vista tutte le pani che sarebberotrattate con perdita, devono essere postein disparte ; tutte quelle che possono es-sere trattate con profitto, devono essereconservate ; ma è evidente che la quantitàdi metallo che contengono sarà bene di-versa nei minerali di ferro, di piombo ed’ argento, per esempio, che appartengo-no alle classi dei minerali ricchi medii osterili.
Accade ben di rado che le parti di mi-nerale per povere che sieno, non possanoessere messe a profitto. La matrice che leaccompagna formerà spesso un buon fon-dente pei lavori susseguenti, e col sussidiodi un .sistema diligente di esperimenti, sipossono incontrare miscugli e dosi, che
permettano di raccogliere le piccole parlidi metallo contenute in questi frammenti.Questo è uno degli st.udii i più utili cheun direttore di stabilimenti metallurgicipossa intraprendere. Se trattasi special-mente di metalli preziosi, le materie chene contengono devono essere ricercate edadoperate pel reciproco loro trattamento,fino a che le materie che si rigettano sienoquasi interamente esaurite.
Talvolta giova far precedere alla primacernita un lavacro grossolano, il quale to-gliendo dalla superficie dei frammenti lapolvere che vi aderisce permetta di megliodistinguere al loro colore le parli ricchedai ciottoli frammisti, riuscendo allora piùsicura la cernita. A tale spediente fa duo-po ricorrere, per esempio, pei mineralidi ferro.
Frangimento . Nell’ articolo ove trat-tossi a parte di questa operazione (T. IXdi questo Supplemento, pag. !\5 2) anno-veraronsi le diverse ragioni per le qualitorna utile nel trattamento dei minerali,ed il modo di eseguirla con martelli o maz-ze, indicando pure la forma dei banchipiù opportuni a tal uopo.
Polverizzamento. Dopo la cernita edil frangimento, i minerali abbisognano so-vente d’ essere ridotti a maggior grado didivisione, per facilitarne la preparazioneulteriore o la formazione degli strati difusione o miscugli di minerali da fondersi.L’utensile più semplice adoperato a talfine, è una stecca di ferro con manicodi legno, con la quale baltesi sopra unapiastra di ghisa, su cui sono i pezzi delminerale, e si adopera in alcune offici-ne dell’ Inghilterra : ma non conviene chepei minerali assai ricchi. Adoperansi anchepestelli in bilico simili a quelli adoperatinelle gualchiere, ed altra volta ancora nel-le cartiere 5 ma la macchina piti general-mente adoperata è quella a pestelli, chevenne descritta a questo medesimo artico-