36G Metallurgia.
I martelli sollevati cosi periodicamentericadono pel loro proprio peso, e dannoalle grate vibrazioni che fanno uscire igrani di sabbia impegnati nelle loro aper-ture. La disposizione delle leve può va-riarsi in molte maniere ; ma la precedenteè una delle migliori. I martelli non ven-gono posti in moto che una volta ogni gi-ro. Le molle l muovonsi liberamente nellestalle, in guisa che i martelli rimbalzinoliberamente sulle grate dando loro due otre scosse successive di forza decrescente.Questa disposizione è adoperata nelle mac-chine a pestelli del paese di Siegen inVestfalia .
Allorquando queste macchine hannouna grata mettesi il minerale dal lato op-posto sopra un piano inclinato che va aterminare col fondo della vasca -, le vibra-zioni trasmesse al suolo per 1’ urto deipestelli e pel moto dell’ acqua che afflui-sce alla parte superiore del piano inclinato,bastano per far discendere il minerale. Maquesta maniera di alimentazione è moltopiù irregolare di quella dianzi descritta edesige sempre la presenza di un operaio.All’ Ilarz ed in Inghilterra veggonsi mac-chine a pestelli ove il minerale introducesiper uno dei lati più corti della vasca, enon esce che dopo avere passato succes-sivamente sotto tutti i pestelli, per unaapertura fatta all’ altro capo della vasca.Questo metodo ha per altro il difetto cheformasi troppa polvere minutissima a sca-pito della parte metallica.
Non si dee mai in generale procurarela divisione del metallo che al punto asso-lutamente necessario per liberarlo dalla suamatrice, evitando quanto è possibile laformazione di polvere metallica, poichénei lavacri la maggior perdita di metallosi fa appunto allo stato polveroso. Qual-che volta giova pestare prima grossolana-mente i minerali, ed assoggettarli poi, do-po lavali, ad un pestamento più fino, nel
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qual modo si salvano i grani metallici, iquali, per essere in generale più teneridelle matrici, sarebbersi ridotti in polveretenuissima per l 1 azione prolungata dei pe-stelli : avviene talvolta invece che il mine-rale è talmente mesciuto con la matriceche 1’ occhio non può distinguerlo, edallora è duopo ridurlo in polvere più finache sia possibile.
Per polverizzare i minerali con la mi-nor perdita, e soddisfare alle condizioniqui addietro accennate, vi sono alcunenorme da seguirsi nel condurre la opera-zione. Primieramente non bisogna pestareinsieme se non se minerali assortiti di ric-chezza e di grossezza uniforme, poichéaltrimenti i minerali più ricchi si peste-rebbero i primi riducendosi in una sabbiagrossolana ; bisogna sottrarre, più pronta-mente che si può, il minerale pestato al-1’ azione dei pestelli, e perciò non porrela vasca a troppo grande profondità al disotto della grata, e farvi affluire moltaacqua. Bisogna inoltre tenere la vasca sem-pre alimentata di minerale, ma non inquantità troppo grande, poiché altrimentii pestelli avrebbero minore caduta e ri-durrebbero in una specie di sabbia fina lasuperficie senza polverizzare i pezzi infe-riori. E da evitarsi del pari che la quantitàdel minerale nella vasca sia troppo picco-la, poiché in tal caso i pestelli, battendoquasi a nudo sul fondo, potrebbero spez-zare le piastre onde quello componesi, eprodurrebbero ad ogni modo una divisio-ne troppo grande dei minerali. Finalmen-te è duopo che le aperture della grata nonsi ingorgiamo. Si vede quanto contribui-scano a quelle due condizioni i mezzi dialimentazione e di nettamento della grataoperati dalla macchina stessa, a quel modoche in addietro indicammo.
Lavatura. Di questa operazione dellametallurgia venne a lungo parlato, ed inquesto medesimo articolo nel Dizionario ,