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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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rione diretta del soffio senza aver a temerela minima perdita. La polvere d’ argentoottenuta col metodo di (Desolile, essendoallo stato di estrema finezza, può appli-carsi alla Metallizzazione delle superficieper la galvanoplastica.

Nel trattamento dei minerali di rameda molto tempo si traeva partito da unaazione elettrica in gran parte, col me-todo che si chiamava di cementazione, delquale parlossi nell’ articolo Rame del Di-zionario (T. X, pag. 592, 4 o 4 ). Ad og-getto di far meglio conoscere in che con-sistesse, riporteremo qui la descrizione chefa il Da Rio del modo come si praticavanelle miniere di Agordo.

» Di molta utilità fu per la miniera1’ introduzione del metodo di cementa-zione a freddo, che dicesi anche vol-garmente di precipitazione , o di srama-zione. Intorno a questo occorre prima disapere, che tutte le acque che filtrano perla miniera, e che sono innalzate dallamacchina, vengono portate nella galleriaprincipale di scarico detta di san France-sco, galleria che costò il lavoro di piùd’ un secolo alla veneta famiglia Ciotta,posseditrice un tempo di quella miniera ;di là andavano queste acque a perdersinel vicino torrente Impenna : ora, giacchéqueste acque sono una ricca soluzione disolfato di rame, vengono raccolte, e perun canale di tavole si conducono dallaporta della galleria di san Francesco allanon molto distante fabbrica di precipita-zione. Consiste questa in sette casse pa-rallelopipede, disposte longitudinalmenteuna sotto 1’ altra a guisa di gradinata conleggerissima pendenza. Si riempie il fondodi queste casse di pezzi di ghisa. Per laconfigurazione di que’ recipienti e lamaggiore facilità nel maneggio, per rac-cogliere il rame precipitatovi, si dovetteropreferire le palle di cannone, unitamente apiccoli pezzi di ferraccie ; l’acqua velriolica

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entra nella prima, e il rame in parte si pre-cipita, poi passa nella seconda, nella terzae così fino all’ ultima, e 1’ acqua semprepiù si spoglia del rame convertendosi inuna soluzione di solfato di ferro ; dall’ ul-tima cassa cade nel serbatoio generale,donde per un pertugio passa in una vasca,dalla quale col mezzo di una tromba aspi-rante a quattro stantuffi, viene rialzala, cdi nuovo portata sulla prima cassa, acciòrinnovi il suo passaggio sulla ghisa.

» Questo grande serbatoio ha due fori adifferente livello ; il più basso è quelloche conduce 1’ acqua alla vasca testé ac-cennata, in cui pesca la tromba ; il supe-riore è quello che scarica il serbatoio me-desimo ; e siccome l’acqua che sta disotto, si suppone la più pesante, perchèpiù carica di particelle rameose,così quellache viene portata allo stantuffo è più ricca,e quella che esce pel pertugio superio-re è la più povera, e quasi interamentespogliata di rame. E poi certo, che se an-che non esistesse questa differenza di gra-vità specifica, l’ acqua, che se ne va pelforo superiore, è quella che passò duevolte sopra la ghisa, ond’ è spogliata quasiinteramente del rame, ciò che importa, eche forma 1’ oggetto di quest’ operazione.

» Nel disciplinare si era avvertito, che1’ uso della tromba, quanto utile altret-tanto dannoso se era inavvedutamenteadoperato posto in azione con troppaforza, poteva assorbire con 1’ acqua dellavasca, anche parte delle grassure e ciòcon perdita. Quindi a quegli operai erastato prescritto di osservare attentamente,che 1’ acqua elevata si manifestasse chia-ra, e sospendere piuttosto la manovradella tromba, quando, abbassatasi 1‘ acquanel recipiente, giugnesse a scoprire i fon-di; nel qual caso dovevano levare la ri-manenza di quei liscivi con mastelle.

» Le casse hanno un coperto tutto mi-nutamente pertugiato, sicché 1’ acqua, che