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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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5g8 Metalltogia

ciò perchè nella sua condotta fino ai luo-ghi «li torrefazione, essendo ancor molli,pel loro sgocciolare non se ne diminuissela ricchezza metallica.

VII. Al momento di levare tutto il fer-ro dai cassettoni e dalla vasca, non essendosufficiente la sola opera dell’ assistente,veniva procurato all’ uopo il necessarionumero di operai dall’ assistente alle fon-dite con esatto registro delle persone im-piegatevi.

Vili. Quelle acque poi, che da questometodo risultavano di poco conto, dopocompiuta la cementazione, si lasciavanoscorrere nel vicino torrente il Cordevole ,o perchè non erano abbastanza concen-trale, o perchè le fabbriche dei vetriolisomministravano solfato di ferro al di làdella mercantile consumazione.

11 Becquerel poi, fino da quando face-va i suoi sperimenti sui minerali d’ ar-gento e «V oro, «liceva potersi gli stessi me-todi applicare per avere dai minerali dirame il metallo puro e perfettamente sce-vro di ferro. Con quei metodi per altronon si otteneva il rame che allo stato diossiflo o di metallo in polvere semplice-mente, il quale abbisognava <li una suc-cessiva fusione e di altre operazioni mec-caniche per ridurlo alla forma che si vo-leva di lastre, vasi od altro.

Non appena pertanto conoscevansi imetodi del Jacobi, mediante i quali dalsolfato di rame potevano ottenersi copieesattissime di qualsiasi oggetto, chi compilaquesta opera vedeva la importanza cheaver potersela introduzione di quei metodinelle officine metallurgiche per la riduzio-ne «lei rame, e per evitare il possibile ob-bielto di un costo eccessivo proponeva, ilprimo per quanto si crede, nella venetagazzetta del <j aprile 1841, la sostituzionedel ferro battuto allo zinco negli apparatigalvanoplastici. In appresso proponeva an-che la sostituzione dell’ acqua pura all’ a-

Metalluugia

equa acidnlata per maggiore economia, esuggeriva l’adottamento di quegli stessiapparati in grande nella preparazione delrame. Assoggettava il 29 maggio 1841all’ I. R. Institulo delle provincie venete,cui allora non aveva puranco 1’ onore diappartenere, alcune considerazioni sui van-taggi di queste sostituzioni. Riporteremoqueste considerazioni nella integrità loro,e quali vennero pubblicate pochi mesi do-po nel secondo volume del Giornale del-1 ’ I. R. Inslituto Lombardo.

» Fino a che la pila voltaica fra le ma-ni rimase «legli scienziati ad aiuto dei lorosludii, trattandosi di semplici sperimenti,per lo più di breve durata ed in piccolemisure tentati, quale considerazione secon-daria del lutto aveva naturalmente a te-nersi la economia, e ad essa quindi si pre-feriva mai sempre il più leggero vantaggionella forza, costanza e regolarità degli ef-fetti. Perchè, mentre in varie guise studia-vasi di mutare la forma e la natura deiliquidi e quella del metallo più difficil-mente ossidabile, a ragione stimavasi per1’ altro elemento che alla chimica azionesoggiace, nulla meglio dello zinco poterconvenire, e solo per averne effetti piùregolari alcuni ad amalgamarlo pensarono,limitandosi altri a raccomandare che si sce-gliesse di perfetta purezza. Dacché peròvidesi il galvanismo poter essere alle artidi notabilissimi vantaggi sorgente, del chenessuno più dubita in oggi, la economianon più secondaria, ma oggetto principaledivenne, pel che sembra sotto altro aspet-to doversi oggi la pila considerare, e noncontenti di approfittarsi degli studii fattisulle altre parti di essa, volgere le ricerche,non tanto a quell’ elemento che sempreintatto rimane, quanto all’ altro, la cui di-struzione è forse la prima causa di tantimirabili effetti, ma di non lieve dispendioeziandio. In queste circostanze mutate miparve che potesse tornare di vantaggio il