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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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Metallurgia

rinunziare ad una parte della forza e dellasollecitudine degli effetti per minorare laspesa, giacché all’ interesse della scienzaquello di industriali speculazioni sostituitovolevasi. Non so tuttavia che a questo sco-po abbiasi pur anco volto il pensiero, equelli tutti che tentarono applicazioni del-la potenza voltaica, presero la pila, qualera fra le mani dei fisici, senza adattarla aquei nuovi bisogni che dai nuovi usi diessa insorgevano.

» Eccitato dalla importanza dell’ argo-mento m’indussi a farne parola, ed avreidesiderato poter citare una serie di molli-plici sperimenti ; ma stimai meglio esporreil poco che feci, anziché rimanermi in si-lenzio, e perchè ogni piccolo impulsocredo bastante a produrre grandi effetti,ove dell’ interesse reale dell’ industria sitratta, e perchè nutro fidanza che i risul-tamenti ottenuti e le osservazioni che daquelli deduco, possano aversi quale certacaparra di grandi vantaggi futuri.

» Due sono le modificazioni che utilistimo alla pila quando si voglia dal gabi-netto dei fisici nelle officine trasportar del-le arti : la sostituzione, cioè, del ferro allozinco, onde già feci breve cenno nella ve-neta gazzetta del 9 aprile passato, e laomissione dell’ acido. La possibilità diquesti cangiamenti, e gli ellètti anche inparte che derivar ne dovevano, erano cer-tamente a chiunque si conosce dei primirudimenti di fìsica conosciutissimi, nè ioscopritore mi vanto di alcun nuovo prin-cipio, ma solo reputo essere il primo aproporre quest’ economica applicazione diprincipii già noti, avendosi sempre usatogeneralmente per la pila lo zinco e l'acquaacidulala finora, ad eccezione che nei la-vori fatti da Becquerel sui minerali argen-tiferi.

» L’ arte galvanoplastica dal Jacobicreala, e fino dal nascere a tanta perfezioneridotta, parvenu 1’ uso industriale del gal-

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vaniamo, la cui utilità più fosse compro-vata dall’ esperienza, e ad esso quindi imiei tentativi rivolsi. Operando con unapparato a piastre orizzontali, separate daun trammezzo di sostanza molto porosa econgiunte con un filo metallico, essendola piastra superiore di rame immersa insoluzione mantenuta satura di solfato dirame, e facendo quella inferiore, anzichédi zinco, di ferro, riconobbi i fatti seguenti :

i.° Essere il ferro tanto migliore perla costruzione della pila quanto più è pu-ro, o, come dicesi, dolce , potendo del re-sto servire benissimo quello vecchio edirrugginito pur anco, staccandosene 1’ os-sido prontamente.

2. 0 Mantenersi il ferro lucido e nettotanto nell’ acqua pura che in quella aci-dula, deponendovisi sopra meccanicamentesoltanto uno strato sottile di perossido checol più leggero stropicciamento si leva, enon impedisce quindi menomamente l’azio-ne del liquido sul metallo.

3.° Occorrere, dietro a varii miei espe-rimenti, col ferro e con 1’ acqua acidulataa termine medio, 48 ore per avere la pre-cipitazione di uno strato di rame grossoun millimetro. Sapendosi dal Jacobi checon lo zinco e nelle stesse circostanze oc-corrono pel medesimo effetto 36 ore e trequarti, risulta che col ferro la durala del-1’ operazione è più lunga in una propor-zione come tre a due.

4° Con l’acqua pura e col ferro pro-dursi la precipitazione di uno strato dirame grosso un millimetro, in 62 ore cir-ca, cioè in un tempo quasi doppio checon lo zinco e con 1’ acido.

5.° In entrambi i casi la precipitazionesuccedere con grandissima regolarità, man-tenendosi la piastra deposta di bellissimoroseo colore sul rovescio, lucida e levigataquanto la madre sulla quale si forma suldiritto, e riuscendo di molta coesione, Ioche si accorda con quauto dice Jacobi che