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mento dei minerali di rame presenta pro-babilità di successo.
Il compilatore del Giornale in cui ven-ne pubblicata la descrizione del metododei chimici francesi che abbiamo riferitain addietro fa le seguenti riflessioni intor-no all 1 importanza di esso.
>i E un soggetto, egli dice, che interessasommamente la nostra industria metallur-gica, sapendosi che la sola Francia consumaaltrettanto rame, che tutto il resto del-P Europa, eccettuata la Inghilterra, e lotragge quasi tutto dalla Russia e dalla GranBretagna. Il metodo dei signori Gaultierde Claubry e Dechaud, applicato alle mi-niere dell 1 Algeria , potrà esonerarla daltributo che paga all 1 estero per questo me-tallo. »
Sarebbe importante pel miglioramentodel rame ottenuto galvanoplasticamentenelle miniere, il trovato di WollunaroAhner, annunziatosi dalla Gazzetta di Vien-na di questo anno al N.° 5, pel quale as-sicurasi aver rese le superfìcie del rame distraordinaria durezza, di modo che, peresempio, si possono ottenere copie in nu-mero quasi inGnito dei disegni intagliativisopra. E inutile osservare quanto anchepegti altri usi nelle arti potrebbe dive-nire prezioso il rame portato ad una taledurezza.
Un metodo alquanto diverso per la ri-duzione del rame ed altri metalli, median-te la elettricità venne comunicato da Na-pier all 1 Istituto reale di Londra in unamemoria sulla pratica della elettro-metal-lurgia. Applica egli nel modo che segueP elettrico a ridurre i metalli dai loro mi-nerali quando, come quelli di rame, pos-sono fondersi con l 1 aiuto di un fondente.Mesce il minerale torrefatto con soda ecalce, e mette il tutto in un fornello a ri-verbero sopra uno strato di tegole di piom-baggine: pone queste in comunicazioue colpolo zinco di una pila ; quando la mas-
Mktai.lurgia
sa è fusa copre la superfìcie di essa conuna piastra di ferro che fa comunicare colpolo rame. In un intervallo di tempo chedipende dalla potenza della pila adoperatasuccede la compiuta separazione del rame,il quale si ammassa tutto nel fondo. Sitrova essere in quantità uguale a ia o 16volte il peso dello zinco discioltosi neivasi della pila. Napier dichiara essergli im-possibile decidere se questi risultamentidipendano assolutamente dalla decompo-sizione della massa fusa prodotta dalla elet-tricità, oppure se 1 ’ azione decomponen-te di questa sia l 1 effetto primo, il qualealterando la costituzione dei composti, ecoadiuvato essendo da un intenso calore,produce quei risultamenti che abbiamo in-dicali.
Nell 1 articolo Galvanismo, in questoSupplemento (T. X, pag. 554) si è ve-duto come Capitaine suggerisse un mezzoper ottenere il ferro puro mediante l’azio-ne dell 1 elettrico. Anche Becquerel, conmetodo analogo, giunse a ridurre il ferroed ottenerlo nello stesso stato, cioè in cri-stalli, tubercoli o lame. La differenza con-sisteva in ciò che il Becquerel separava ledue cime libere della coppia di rame ezinco, mediante un diaframma permeabiledi terra cotta o di altra sostanza che se-gregava, la soluzione di ferro dall’ acquasalata in cui era immerso lo zinco. Questadisposizione è più vantaggiosa di quella diCapitaine perciò che non vi è il timore cheil ferro, nel deporsi sul rame uniscasi inlega allo zinco, il quale disciogliesi in paritempo che il sale di ferro si decompone.Qpesta disposizione permette quindi diottenere del ferro perfettamente puro. Laesperienza del Capitaine, riferita nel luogoaddietro citato, provò che mediante unalamina di zinco tuffata in una soluzione diprotocloruro di ferro alla temperatura or-dinaria, si giungeva col tempo a decom-porre questo sale ed ottenere il ferro allo