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cui si presentii la cima ili una spranga cala-mitala, ilallii quale viene attratta altaccan-dovisi. II cloruro viene quindi decompostoed il cobalto è separato allo stato metalli-co. Se lo zinco è in limaglie, le particellesuno copeate di cobalto che agiscono snl-l’ago calamitato. Quando la polvere èfinissima le parti sono egualmente copertedi cobalto. Per levare lo zinco trattasi conP acido acetico diluito di due o tre volte,il suo volume di acqua alla temperaturaordinaria. Se si adoperasse I’ acido solfo-rico diluito il cobalto, attesa la molta suadivisione, verrebbe intaccato , locchè siscorgerebbe al vedere la soluzione tingersiin rosso. Il cobalto trovasi allora in polverenera mollo minuta, e difficilmente acquistala lucidezza metallica, massime se lo zinconon è puro. In una esperienza falla da Be-cquerel con 4 granirne di cloruro di cobal-to ben secco, ottenne granirne 1,26 di co-balto in polvere : secondo la teoria do-vevano esservene i, 36 . Osserva però nonaver preso nei lavacri tutte le precauzioniper evitare la perdita del cobalto tenutosospeso nel liquido ; inoltre nota che l’aci-do acetico ne aveva già sciolto una certaquantità che non venne assoggettata adun altro trattamento. Ebbe lo stesso risul-tamento col solfato, e probabilmente loavrebbe avuto anche con l’acetato di co-balto. Se in vece di operare con la polve-re di zinco, si prende un cilindro di quelmetallo, si trova Io spigolo circolare dellabase coperto di piccoli tubercoli di cobal-to che si possono levare con uno slro-menlo tagliente : anche la superficie stessasi cobaltizza.
I sali di ni.ccolo trattati nella stessa ma-niera condussero il Becquerel a simili ri-sultamenti. Il niccolo si ottenne in istatometallico, in polvere impalpabile attraibiledalla calamita, e con tutte le sue proprie-tà. Il Becquerel volle vedere fino a qualpunto il metodo adoperato potesse servire^
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ad isolare il cobalto od il niccolo dal terròo da alcuni altri metalli cui trovansi combi-nati. Prese 3 grammo di ossido ili cobaltoimpuro, tratto dalla miniera di manganesecobaltifero di Noutron, e che contenevapiccole quantità di ossido di manganesee di ferro ; dopo aver disciollo questo os-sido nell’ acido idroclorico ed aver fattoevaporare I’ eccesso di acido, lo trattò conlo zinco, a quel modo che si è detto. Il co-balto ed il ferro vennero ridotti allo statometallico, poscia trattandoli con P acidoacetico diluito, questo disciolse il ferro, e1’ ossido di manganese, in guisa che il co-balto ottenuto era sensibilmente puro senon che rimaneva mesciuto con una pic-cola quantità di rame. In un’ altra espe-rienza in cui il cobalto conteneva dell’ar-senico, si mise la polvere metallica ncl-1’ ampolla di un apparato di riduzione colmezzo del gas idrogeno ; fecesi riscaldal el’ampolla facendovi passare l’idrogenoper evitare la ossidazione del cobalto : l’ar-senico volalilizzossi e si raccolse sulle pa :reti del tubo, cosicché il cobalto rimaseperfettamente puro. L’ analisi chimica po-trà approfittarsi di questo metodo di ri-duzione, per ottenere prontamente il co-balto od il niccolo allo stato metallico, se-parandoli da molti dei metalli con cuisono combinati naturalmente.
Becquerel aggiugne alcune osservazionisu questo metodo che permette di usa-re lo zinco quando non si abbiano chelimature di esso. Allorché queste sonocoperte di cobalto e di niccolo, P azioneriduttiva dello zinco diviene debolissima.In tal caso si decanta, metlesi lo zinco inun mortaio di agata e si macina per net-tarne la superficie. Levasi con lavacri lapolvere metallica e si comincia a tratta-re la soluzione di cobalto, nettando allastessa guisa la superficie. Per tal mododopo aver lasciate riposare le acque di la-vacro, ottiensi della polvere di cobalto o