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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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Meteorismo

terapeutica delle indigestioni, limassi adividerle in recenti e croniche. Parago-nò i prodotti gassosi delle prime che sonoil risultamento della fermentazione inco-minciata in una massa di vegetali, nei qualiabbonda 1’ acido carbonico e l’idrogenocarbonaio a quelli della seconda in cui,ess&ado la fermentazione più avanzata,l’idrogeno solforato vi predomina.

Sebbene possedansi soltanto lavori iso-lati sull’ analisi dei gas intestinali dellebestie domestiche, si può tuttavia pre-sumere che in generale l’idrogeno ed isuoi composti vi predominino. I fatti ri-feriti da Chabert e Barrici', e specialmente1’ analisi di Fremy f e Lameyran, giusti-ficano abbastanza questa maniera di vede-re. Abbiamo perciò creduto che non sa-rebbero qui fuori di luogo i risultamelidi questa analisi. Le esperienze di Fremye Lameyran, sono state fatte sopra unavacca che era estremamente gonfia, e cuilevaronsi i gas facendole la puntura ; han-no trovato questi gas formati di o,8o partid’idrogeno solforato, di o,i5 d’idrogenocarbonato, e o,o5 di acido carbonico.

In conseguenza di questa analisi, e delsemplice modo sotto del quale Charlotconsiderò le indigestioni, fu naturalmenteinclinato a pensare che predominandol’idrogeno nei prodotti gassosi che ne de-rivano, bisognava scegliere una sostanza,la quale avesse molta afiinilà pel medesimo,c che facendolo entrare in nuove combina-zioni potesse con facilità condensarlo. Orail cloro gli si presentava naturalmente co-me un semplice mezzo di realizzare questosupposto ; ma siccome tale sostanza nel-lo stato suo di purezza è molto difficilead amministrarsi, pensò di far uso deicloruri.

Tuttavia, prima di fare 1’ applicazionedi questa teorica al trattamento degli ani-mali meteorizzati, volle avverarne ì’ esat-tezza per mezzo di esperienze dirette :

Meteorismo ^21

fece passare in un tubo pieno di mercu-rio un miscuglio di gas acido carbonico,cT idrogeno carbonato e <1’ idrogeno solfo-rato ; vi fece quindi pervenire un poco dicloruro d’ ossido di sodio ; ben presto igas scomparvero, ed il mercurio risalì neltubo. Avendo questa esperienza piena-mente confermate le viste teoriche, rac-comandò ad alcuni pratici i diversi clo-ruri a base alcalina, ma pei ruminanti sol-tanto. Ecco il modo d’amministrarli da luisuggerito per le indigestioni e meteoriz-zazioni recenti prodotte da cibi verdi. Con-sigliò una cucchiaiata di cloruro d’os-sido in una bottiglia d’ acqua di liscivafredda, considerando che in questo casopredomina 1’ acido carbonico, e che con-viene aumentare la dose degli alcali. Perle indigestioni e meteorizzazioni croniche,come quelle che accadono in conseguenzadel cibarsi di certi alimenti secchi, sug-gerì due cucchiaiate di cloruro in unabottiglia ri’ acqua fredda, affinchè la gran-de quantità d’idrogeno carbonato e sol-forato che si trova in questo caso possaessere del tutto decomposta dal cloruro.

Raccomanda pi incipalmente di non am-ministrare giammai .i cloruri in liquidi checontenessero sostanze organiche, le qualiavendo grande affinità pel cloro ne neutra-lizzerebbero P azione, come i decotti dellepiante amare od aromatiche, il vino, gliolii, le mucilaggini. Quanto alla scelta dei-fi alcali bisogna sempre far uso di un alcalifisso, come la potassa, la soda, la calce esimili. Non si unirà mai un cloruro ai-fi ammoniaca, perchè questa vi sarebbedecomposta, e neutralizzerebbe in tal mo-do 1’ azione terapeutica del cloruro. Sipotrà aggiungere, quando lo si voglia,fi etere solforico al medicamento princi-pale, senza che abbia a temersi la decom-posizione.

Consigliò Charlot di misurare il cloru-ro con un cucchiaio comune da tavola,