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perchè questo utensile è comodo pel ve-terinario e pel coltivatore. Per calcolaretuttavia la dose in peso accertossi che unacucchiaiata piena di cloruro d’ ossido dipotassio pesa circa 16 granarne.
In seguito alla di lui raccomandazionemolti pratici fecero uso con molta sod-disfazione dei cloruri d’ ossidi nel caso dimeteorizzazione.
11 Charlot ed altri fecero uso di questomedicamento anche per le bestie lanute ;la dose per questi animali essendo d’ unmezzo cucchiaio da tavola. Non avendo ilCharlot osservato gli effetti di questo ri-medio nella specie bovina, ci limiteremoa riferire alcuni fatti da lui raccolti sul ca-strato e sul cavallo.
Il 26 novembre ebbe occasione di ve-dere due vecchie pecore destinale al ma-cello, che al ritorno dalla campagna eranosommamente gonfiate. Diede a ciascunain un bicchiere d’ acqua fredda una cuc-chiaiata d’ acqua di Giavelle o cloruro diossido di potassio : una di esse era cori-cata, e sul punto di spirare quando glielalece inghiottire ; si rialzò quasi subito, edin ambedue cedè il gonfiamento in po-chissimo tempo ; ebbe molto dopo occa-sione di osservare in diverse volte gli ef-fetti medesimi sopra quattro castrati, e neebbe sempre un pari successo.
E duopo notare che i cloruri saran-no sempre da preferirsi all’ ammoniaca perle bestie lanute, non solo per la maggioreefficacia dei medesimi, ma ben anche per-chè quell’ alcali produce spesso una vivairritazione alla laringe, la quale induce ilpassaggio di una parte del liquido nellatrachea, e provoca in tal modo la soffo-cazione dell’ animale.
Per lungo tempo Charlot si era limi-tato ad amministrare i cloruri solo agli ani-mali ruminanti, credendo incurabile la me-teorizzazione dei cavalli, od almeno nonsuscettibile di curarsi con tal mezzo. Non
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conoscendo d’ altronde 1’ analisi dei gasintestinali di queste bestie, e la loro ac-cumulazione facendosi negli intestini cras-si, pensava che il cloruro, percorrendo lostomaco e l’intestino tenue, sarebbe de-composto prima di giungere nella partedel condotto alimentare disteso dai fluidielastici : 1’ esperienza gli dimostrò tuttaviail contrario.
Aveva dato a suo padre, domiciliato incampagna, del cloruro d’ ossido di potas-sio, per farne uso al caso sugli animali ru-minanti soltanto. Tuttavia trovandosi mol-to meteorizzalo e presso a morire il mulod’ un suo vicino, ei gli diede due cuc-chiaiate di questo fnedicamento in unabottiglia di acqua fredda ; alcuni minutidopo s’ abbassò di molto il fianco ; fu ri-petuta 1’ eguale dose, ed il gonfiamentodel tutto scomparve.
Appena Charlot ebbe cognizione di untal fatto raccomandò l’uso del cloruro pe-gli animali solipedi, ed ebbe motivo ditrovarsi ben contento di questa nuova ap-plicazione.
Molti altri 1 ’ usarono poi più volte die-tro suo suggerimento sui muli e sui ca-valli con pieno successo.
Un mugnaio di Segò, aveva un ca-vallo, il quale, dopo aver mangiato moltofieno, divenne assai gonfio : gli si feceroinghiottire due cucchiaiate di cloruro, equasi immediatamente dopo si trovò libe-ro dal suo gonfiamento.
Un altro cavallo, il quale in seguito aduna indigestione ed a coliche, si trovavamolto meteorizzalo, fu in egual modo trat-tato col cloruro di potassio, e ne provògli stessi effetti salutari.
Alquanto dopo Charlot avendo tentatasopra sè stesso 1’ acqua di giavelle per fa-cilitare la digestione, ed avendone sottoquesto aspetto riconosciuta la efficacia ,s’indusse ad amministrarla nel caso d in-digestione del cavallo. Consultato per un