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Tomo LIV. [Supplemento.]
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» E nel 1839, facendo entrine nel cir-cuito voltiano la spirale d 1 induzionemagnete-elettrica, giunsi ad avere sulmedesimo conduttore la corrente origi-naria voltiana e quella d’ induzione dellamacchina maguelo-elettrica, le quali oracamminavano nella stessa direzione, edora in direzione opposta. Nel primo ca-so, la deviazione dell’ ago magnetico diun manipolatore, che entrava nel circui-to della pila e della macchina induttivamagnetica, aumentava, e nel secondo di-minuiva; per rnodoj che, avendo dallacorrente voltiana 20° di deviazione, edalla corrente inagneto-eleltrica 5 °, l’agoreometrico ora segnava 2 5 ° ed ora i 5 °prossimamente di deviazione.

« Da questi effetti io n’ebbi a inferireanche per le correnti elettriche un’ azio-ne meccanica, non dissimile da quellache osserviamo nell’ urlo dei corpi, percui ebbi a credere, che due correnti elet-triche, che s’incontrano in direzione op-posta sul medesimo Glo, si avessero adistruggere nel caso di uguaglianza, en’ avesse à rimanere la differenza nel ca-so di disuguaglianza. Nella quale senten-za io mi riconfermava dal niun effettofisiologico e luminoso che io m’ avevada due correnti d’ induzione leido-elel-trica, che camminavano in senso opposto.

» Io confesso, che la mia deduzionenon era necessariamente dedotta dallepremesse. La sospensione dei fenomeniluminosi, fisiologici, ed elettro-magnetici,può derivarsi da urti o conflitti simulta-nei meccanici che indicano uno stato diequilibrio, che da me fu scambiato conuno stato di quiete; e in questo convin-cimento io rimasi sino al 1854.

” A quest’ epoca, la duplice questioned* priorità e di possibilità del simultaneopassaggio di due correnti opposte sulmedesimo conduttore fu agitata a Parigi innanzi all’ Accademia delle Scienze, eSappi. Viz. Tecri. T. XL.

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discussa ne’ Giornali scientifici tra Mus-son, Provostaye, Desaius, Regnaull, Fou-cault, e De la Rive, alla quale non ri-mase estraneo il Breguel, Il Cosmos pre-cipuamente è stato il campo di questodibattimento scientifico (T. IV,pag. 2i5).Ma la vittoria non fu decisa per vermide’ combattenti ; la corona rimase tutta-via sospesa sul tavolo della Presidenzadell’ Istituto di Francia.

» E ne! 27 marzo del 18 54 inviavada Padova una lettera al Dumas , signifi-candogli quanto io aveva operalo in que-sto argomento, la quale venne tosto pub-blicata nell 'Ateneo Italiano , Rivista discienze Jisiche.

» Nelle mie escursioni autunnali, rheio consacro alla visita degli stabilimentiscientifici, alle conierenze colle capacitàscientifiche e coi giudici competenti del-la scienza che io professo, per arricchir-mi di qualche nuovo vero, per introdur-re tra noi nuovi apparali, che abbiano adarricchire la suppellettile de’nostri ga-binetti, io potei avvedermi, che la que-stione era caldamente coltivata in rela-zione alla telegrafia del sig. doti. GintI,attuale direttore dei telegrafi elettrici del-I’ Impero Austriaco.

1» E nel giorno 12 ottobre io fui invi-tato dalla cortesia di sua Eccellenza ilMinistro del commercio, cav. Barungart-ner, distinto fisico, e presidente nell’im-periale accademia delle Scienze, ad assi-stere nella mattina del giorno 1 5 dellostesso mese ad un esperimento di tras-missione in direzioni opposte sul .mede-simo filo ili segni telegrafici. E 1 ’ esperi-mento, alla presenza del ministro, fu in-fatti eseguito sulla linea di Vienna e Linz con telegrafi e'ettro-chimici, e dalle manidello stesso ministro io m’ ebbi i dispac-ci autografi impressi in quella comuni-cazione dai telegrafi elettro-chimici dell’!.R. ufficio centrale telegrafico di Vienna .

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