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Tomo LIV. [Supplemento.]
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Telegrafia

serie di punti. Le due prime correnticamminavano nella stessa direzione op-posta simultaneamente alle due prime.II fatto almeno della doppia trasmissio-ne della prima corrente continua e del-la terza di una serie di correnti discon-tinue di brevissima durata, dee convin-cere ogn’ intelligenza la più ritrosa. Machi credette di potermi censurare, cercòdi sofisticare sul primo esperimento,omettendo di parlare intieramente delsecondo, come fece il Moigno (Cosmos ,V voi., n.° 24, pag. 689 del 22 dicem-bre i 854 ), il quale ora trova concluden-tissimo 1 ’ esperimento di Gintl, alla pa-gina 690, mentre in un num. precedernedel Cosmos, cioè nel 21, pag. 699, dame citato, nulla vedeva di chiaro negliesperimenti del Gintl. Anzi nello stessonumero 24, alla pagina 689, aveva quasiconchiuso ad una certa dimostrazionedella non trasmissione simultanea delledue correnti opposte sul medesimo Ilio.Egli è certo ( scrive il Moigno ) che1 azione chimica dimanda per il suo eser-cizio un tempo molto più corto di quel-lo che si ricerca per 1’ azione meccanicadella deviazione degli aghi, o per l’attra-zione dell’ elettro-calamita. Si concepisceadunque senza stento, che la differenzadi tempo infinitamente piccolo che esistefra due pulsazioni alle due stazioni estre-me, le quali non si compiono mai in untempo che sia assolutamente lo stesso,basta per un’ impressione chimica e nonbasta per un’ impulsione meccanica. Noiardiremo pressoché dire, che il fatto com-provato sino a qui (cioè sino ai 22 di-!cembre 1854) della impossibilità dellatrasmissione simultanea con telegrafi ma-gneto-elettrici, sembra essere una dimo-strazione certa della non trasmissione didue correnti in direzione contraria sulmedesimo filo.

” Ma ciò eh’ era una dimostrazione

Telegrafia i5i

quasi certa a Parigi della non trasmissionedi due correnti in direzione contraria sulmedesimo filo, era divenuto un fatto perme in Padova fino almeno dal 4 di no-vembre del i 854 : fatto che susseguen-temente verificai facendo trasmettere undispaccio di 65 parole e più sopra unfilo comune a due circuiti della lunghez-za di 200 metri, il quale era percorsosimultaneamente da una corrente conti-nua in direzione opposta.

» Conviene diligentemente osservareche io ho sciolto il problema in circuitimetallici chiusi isolati dalla terra ; e que-sto caso non vuol essere confuso conquello, in cui è interposta la terra, comesi pratica comunemente nell’ attuale si-stema di telegrafia. Questa confusione fufatta da Moigno a da altri, che han pre-teso identificare gli effetti dei circuiti iso-lati della terra, con quelli ne’ quali sisperimenta colla interposizione della me-desima. In questo secondo caso non han-no più luogo i fenomeni, che io ottennine’miei esperimenti del 27 ottobre, cheho superiormente descritti, e ciò che ioho verificato nel 6 novembre nello sta-bilimento della fonderia del sig. inge-gnere Paolo Rocchetti, che mise a miadisposizione i suoi telegrafi elettro-ma-gnetici e il suo personale. La terra fu in-terposta ai circuiti, colle quattro piastremetalliche, come è rappresentato nellafigura 2 , a della tavola, cioè una pia-stra a ciascun polo negativo delle duepile R ed S ; èd al capo &>' e x dei dueregolatori M' ed N ; le quali piastre sonoqui pure rappresentate da T , T ; eda T"\ T'.

» Mettendo in azione il pulsatore L,m’accorsi che la corrente giunta in BB',si divideva, com’ era dimostralo dal mo-vimento del regolatore N e dall’ annes-so apparato scrivente II, contemporanea-mente al movimento del regolatore M e