Telegrafia
,la P in PDMNOP, 1’ago- Q deviavaad mionle (li 20“, e 1 ’ ago S nella stessadirezione di 1 8° prossimamente ; e l’a-go R declinava ugualmente ad oriente didue gradi all’ incirca. E qui pure es-sendo le deviazioni degli aghi Q ed Sdi pochi gradi, P ago R rimaneva appa-rentemente immobile, ed era necessariofar uso in allora del galvanametro asta-tico in AG, per rilevare l’esistenza dellacorrente di derivazione.
>1 Premessi questi scandagli parziali,chiusi i due circuiti con due elettromoto-ri P ed AG, procurando che fossero diugual forza, e nel caso che non fosserogli riduceva, coll’aggiunta di liquido, oranell’ uno ed ora nell’altro. In questo ca-so, l’ago Q era a zero, e gli aghi R ed Ssegnavano una declinazione opposta, cioèR di 18 0 ad occidente, ed S di 20 0 adoriente. Queste due declinazioni dimo-strarono, che le due correnti di deriva-zione in D sussistono inalterate in am-bedue i casi, e che perciò se sussistonoinalterate le correnti di derivazione de-vono ancora sussistere inalterate le cor-renti dalle quali derivano. Non si puòammettere l’ipotesi, che nel punto d’in-contro si distruggano ; perchè tutti gliaghi dovrebbero allora ridursi a zero, erendere inattiva la forza elettro-motricedelle due pile. Il che è smentito dall’ e-»sperienza. Non può neppure ammet-niettersi l’ipotesi del rimbalzo, nel puntod incontro delle due correnti sul filocomune ai due circuiti ; avvegnaché inquesta supposizione, poste le due cor-renti contrarie di uguale intensità, lacorrente di P seguirebbe la via di P'P"GAB CD MNOP ; a la corrente di A se-guirebbe la via BCD MNOP, ecc. Inquesta supposizione, sul filo DP nonsussisterebbe veruna corrente, e l’ago Qsarebbe in istalo di quiete ; ma in questocaso, le due deviazioni degli aghi R ed S
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dovrebbero variare nel medesimo senso ;ma 1’ esperienza comprova, che la devia-zione dell’ ago R diminuisce, e quelladell’ ago S si accresce. Di più, levato ilfilo DP', le deviazioni degli aghi dimi-nuiscono. Argomento evidente, che lecorrenti seguono ora un circuito pivi lun-go e più resistente. Lo stesso accaddeallorché fu prolungato il filo DP sino a100 metri. Io non do questo esempiocome limite del passaggio, ma lo do sem-plicemente come un fallo, che in un mo-do assoluto dimostra che sul filo I)P,allorché offre una resistenza minore alpassaggio delle due opposte correnti, inconfronto dell’altro circuito, esse vi coe-sistono.
o A tutto questo si aggiunga, che ren-dendo 1’ uno dei due elettromotori piùattivo, per esempio quello di A, e crescadi 5 ° la deviazione di R e di Q, la de-viazione di S rimane sensibilmente co-stante, ossia fissa, essendo trascurabilel’aggiunta della corrente di derivazione.
» Ugualmente, rendendo più efficacela corrente di P, da rendere la deviazio-ne di Q orientale di 5 °, anco la devia-zione di S si accresce di 5 ° a levante, ela declinazione di R rimane sensibilmen-te inalterata.
» Ma nell’ipotesi, che sul filo DP f nonesistesse veruna corrente, l’accrescimentodi deviazione in R, dovrebbe portare unaccrescimento di deviazione anche in Sdi un egual numero di gradi, e nessunavariazione di deviazione dovrebbe pro-dursi nell’ago Q. Che se si avesse a direche la dev iazione ad oriente dell’ ago Qè 1 ’ effetto dell’ eccesso della corrente Asulla corrente B, in questo caso 1 ’ ago Rnon solo dovrebbe accusare 1’ eccessod’ intensità galvanometrica della corren-te A sopra la corrente P, ma ancora do-vrebbe accusare l’effetto della stessa cor-rente P, che rimbalzala dal filo DP,
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