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cede pei 1 NMF e percorre il (ilo da Ain B; allora se si chiude il circuito inte-riore della figura ACM LB, una parte, eforse tutta quella corrente, abbandoneràil filo A B e percorrerà il circuito totaleNMF ACM LEBN ; e ciò a motivo cheil secondo circuito non è un circuitoinerte, ma contiene un elettromotore M,la cui azione coopera a produrre l’ in-dicalo effetto. Per lai maniera, se il se-condo circuito vena alternativamentechiuso ed aperto, l’apparalo scrivente Gsegnerà una serie di punti interrotti,nel mentre che in II si avrà una lineacontinuata, e ciò senza che nel filo ABsienvi due correnti simultanee opposte ;bensi vi sia una corrente da A in Bquando è chiuso soltanto il circuito su-periore, e nessuna o lieve corrente quan-do ambedue i circuiti sono chiusi.
» Questa osservazione prende qual-che importanza quando si consideri chenou fu soltanto il cav. Zanledeschi cheavesse creduto nella simultanea esisten-za delle due correnti opposte; poichéla stessa questione fu oggetto di lunghediscussioni nell’ Istituto Lombardo ; emollo prima i signori De la Provostayee Desains (Compie remili , i4 novem-bre 1 853, pag. y5o) avevano pubblicatoun esperimento, nel quale ammettevanola simultaneità di correnti opposte. Nelloro sperimento una corrente voltaicaattraversava un sottile filo di platinoABGD, il quale per conseguenza si fa-ceva incandescente: poscia gli autoriponevano i reofori ili un secondo elet-tromotore in comunicazione colla por-zione BC del medesimo filo, in guisache una seconda corrente elettrica do-vesse, a loro opinione, attraversare ilfilo di platino da C verso B, mentreche la prima corrente lo percorreva nelsenso opposto ABCD; ed eglino osser-varono che allora la porzione interme-
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dia BC del filo si abbassava di tempe-ratura, e poteva impunemente toccarsi;mentre si accresceva l’incaudescenzu nel-le due porzioni laterali AB e CD ; dalche deducevano la necessità di modifi-care la teorica sul riscaldamento prodot-to dalle correnti elettriche. Nè quegli au-tori pensarono alla maniera di spiegare ilfenomeno che il Bellavitis espose. Secon-do questa spiegazione, la prima correnteelettrica, dopo avere percorsa la porzio-ne AB del filo di platino, anziché pro-gredire prel filo stesso passa pel circui-to, in cui è attirato dall’ azione del se-condo elettromotore, ed attraverso almedesimo giunge in C, e poscia per l’ul-tima porzione CD del filo di platino tor-na nel circuito del primo elettromotore.Così nella poizione intermedia BC uuuvi è riscaldamento, perchè manca ognicorrente elettrica, anziché esistervi duecorrenti opposte, come arbitrariamentesi suppose; e lo due porzioni lateraliAB, CD si riscaldano più di prima, per-chè la corrente elettrica si accresce inforza dell’ azione concomitante dei dueelettromotori.
» Questa medesima spiegazione fu po-scia trovala ed appoggiala ad altri irre-cusabili sperimenti dal P. F. Ciampiprof, nel Collegio romano (Corrispon-denza scientifica in Roma , n.° 47) uiai-zo i 855, pag. 390 ). »
11 prof. Zanledeschi rispondeva sullegenerali alle obbiezioni mossegli dal profBellavitis : « che non trovava necessarial’illazione dell’onorevole collega del dub-bio che sparge sulle cause dalle quali p uoderivarsi il non isviamento dell’ago sotto-posto al filo comune ai due circuiti chiu-si n e argomentando poscia che la discus-sione avrebbe troppo a lungo progredito,entrando in più minuti particolari, propo-neva di lare in altra adunanza la letturadelle sue nuove ricerche ; lo che ehi* 1