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za alla prima ipotesi, come di sopra ho
già detto.
» Que’fisiqi, che non ammisero la con-temporaneità del passaggio delle oppostecorrenti, si divisero in varie sentenze. Ilredattore del Cosmos, attenendosi all’ i-potesi che due pulsazioni non possanogiammai dirsi contemporanee, ammise,che il passaggio delle opposte correntifosse successivo ; e credette potersi ren-dere ragione della trasmissione delle for-me telegrafiche per opera di queste cor-renti, senza però farsi carico di quelloche sarebbe accaduto nel caso della con-temporaneità delle pulsazioni.
» L’ipotesi del redattore del Cosmosche, almeno in parte, sembrava prestarsialla spiegazione dei fenomeni della dop-pia corrispondenza telegrafica nel casodelle correnti discontinue, fu trovata in-tieramente insufficiente, allorché una del-le correnti era continua e 1’ altra discon-tinua. Conobbe il redattore del Cosmosl’impotenza della sua ipotesi alla spiega-zione degli effetti in questo secondo ca-so, e perciò si ridusse da sé stesso alSilenzio ; dichiarando pubblicamente dinon volere più entrare nella discussionedi questo argomento.
» Parve ad altri poter imaginare, chenell’ incontro sul filo comune delle op-poste correnti avvenisse una specie dirimbalzo, come accade nell’urto de’corpielastici. Questa ipotesi nell’ adunanza del22 gennaio del i855 di questo I. R. Isti-tuto, fu messa innanzi dall’onorevolecollega Bellavitis, e fu ancora indicata daqualche fisico, come ho dalla mia corri-spondenza epistolare. Ma io soggiunsi es-sere tale ipotesi piuttosto ingegnosa chevera ; avvegnaché debba essa, per essereammessa, valere ugualmente pei fili cor-ti, che pei fili lunghissimi comuni ai duecircuiti chiusi. Il che non viene dall’ e-sperienza verificato. Pei fili di
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gior resistenza non accade più il feno-meno della doppia corrispondenza tele-grafica.
» Il nuovo Cimento , ammettendo chenon possa generarsi corrente senza laneutralizzazione delle due opposte elet-tricità, affermò : essere impossibile chesul medesimo filo si generino due oppo-ste correnti simultanee. Ammesso il prin-cipio, io non trovo l’impossibilità dellaneutralizzazione degli opposti stati elet-trici sul medesimo conduttore. A due adue gli stati opposti possono combinarsi,come riconobbero ancora de la Provo-staye e Desains.
» Trovata insufficiente anche questaterza ipotesi, taluni si limitarono a dire,come il Soret, che le opposte correntinon circolino sul filo comune, ma cheper le vie degli attigui regolatori, vadanoa rispondere ai poli negativi delle duepile. Altri, in quella vece, hanno dichia-rato, come il Serpieri, di non.saper direche cosa avvenga precisamente sul filocomune ai due circuiti ; ma però hannoaffermato che tutto avvenga come se lecorrenti passassero insieme.
«Nessuna ipotesi impertanto delle adot-te è sufficiente alla spiegazione di tutt’ifenomeni da nre osservati. E perciò man-cano del carattere filosofico essenziale peressere ammesse. E il dire, che le due op-poste correnti non si scaricano attraversoil filo comune, o che in esso avvengacome se le opposte correnti passasseroinsieme, è un negare ed un asserire gra-tuito in un modo oscuro e misterioso,ma non è dare la soluzione della dibat-tuta questione in un modo positivo erazionale.
» Si può ripetere, egli è vero, col No-bili, che ogni filo di corrente è obbligatoa seguire un cammino separato, comedimostra 1’ osservazione delle due appa-renze contrarie, la positiva e la negato"
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