Telegrafia
sieme coi risultati delle esperienze, chenoi abbiamo avuto l’onore di sottopone.
„ M’ incresce di non trovare nella No-ta dei due fisici francesi tutte le condi-zioni delle loro esperienze, come il dia-metro e la lunghezza precisa del filo, latemperatura rispetto a quella dell’ ariaambiente, le pile usale e il loro numero,e il grado aereometrico dei liquidi. Con-dizioni tutte che influiscono sui risulta-menti sperimentali. L’incandescenza pe-rò nei loro esperimenti fu limitata al filointermediario afi, e alle due estremità«a, fifi' non osservarono che delle va-riazioni di temperatura in più, quandole due correnti camminavano in direzio-ne opposta; e in meno, quando cammi-navano nella stessa direzione. E allor-quando nei loro esperimenti sostituironoi due fili di platino colle correnti direttenel medesimo senso, nella parte comuneottennero un’incandescenza maggiore chenelle parti esteriori, e nelle correnti di-rette in senso opposto, la parte comunesi estinse prontamente, e le parti esterioriacquistarono un più grande splendore.
» Vengo ora ad esporre i risultamenti,che mi appartengono, coi particolari del-le mie esperienze.
« Le pile, delle quali feci uso, furonodue: 1’una alla Giove di io elementi,delle dimensioni comuni, quali suol co-struire Duboscq-Soleil; l’altra alla Bun-sen di 19 elementi, delle (dimensioni me-die, quali suole costruire Ruhmkorff; tut-te e due furono caricate con acido nitricodi gradi 47 B, e con acqua acidulata conacido solforico del grado 1 a B. La tem-peratura dell’aria della sala era di —J— 7°fl.Il filo di platino era nella parte interme-diaria afi della lunghezza di 7 centimetri,e ciascuna delle quattro estremità aà fifi 1 ,fifi", fia’, era della lunghezza di tre cen-timetri, non comprese le parli, che pe-scavano nel mercurio, ed il diametro delSuppl. Dii. Te.cn. T. XT.
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filo di platino era di mezzo millimetrocirca. I fili polari, o' reofori erano di ra-me del diametro di un millimetro e mez-zo, e della lunghezza di 60 centimetri.Il tutto era disposto come è rappresen-tato nella figura 3 della Tavola.
» Colla sola pila alla Gi ove ebbi V in-candescenza al bianco, di tutto il filofi' afili", e colla sola pila alla Bunsen nonaveva che l’incandescenza del filo inter-mediario «fi al rosso incipiente subos-curo. E colle due correnti dirette insenso opposto, l’incandescenza del filointermediario afi per gradi successivi siridusse al color oscuro , che portò in al-cuni minuti secondi un termometro amercurio da 7 0 a 37° R. col solo contat-to del suo bulbo col filo, e V incande-scenza al bianco delle due estremità afi',fi"fi rimase inalterata, per quanto si potègiudicare dalla costanza della sensazioneavuta. Nelle altre due estremità aà, fianon si potè ravvisare traccia di luce, nèvariazione di temperatura.
» Sostituendo al filo quattriforcato, obiforcato ai due suoi estremi afi, due filidi platino dello stesso diametro, e dellestesse dimensioni, e mantenuti nelle lo-ro parti intermediarie a contatto per tut-ta la lunghezza dei 7 centimetri, collecorrenti opposte delle due pile, ebbi nel-le parti interne od attigue dei due filiintermediarii una incandescenza maggio-re, e nelle parti esteriori un’ incande-scenza minore. Nelle quattro estremitànon ho potuto osservare differenza alcu-na dall’ essere successive o simultanee ledue correnti opposte. Io non deciderò,se la maggiore incandescenza osservatanelle parli attigue dei due fili fosse un ef-fetto dovuto unicamente a riflessioni lu-ninose, a minore dispersione di calorico,a partecipazione di temperatura del filopiù incandescente al filo meno incande-scente. E un fatto però ad ogni modo
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