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ben dimostrato, che nelle parti internedei fili intermediarli, l’ incandescenza lu-minosa crebbe e non diminuì, senza chesi potesse osservare variazione alcunanelle quattro estremità.
» Ancor qui la costanza degli effettiluminosi, o caloriferi alle quattro estre-mità, risponde perfettamente alla costan-za degli effetti galvanometrici ne’ duecircuiti, prima e dopo dell’incontro delleopposte correnti sul filo comune; dellacostanza delle declinazioni galvanometri-che ne’ due circuiti tanto colle correntisuccessive che colle correnti simultaneeopposte.
» Anche il taglio del filo intermedia-rio rispose perfettamente alle variazionidei fenomeni galvanometrici. Allorchéne’ due circuiti le declinazioni erano dif-ferenti, p. e. 12 e 5 2, all’ interrompersidel filo comune diminuiva la declinazio-ne di 52 , ed aumentava quella di 12.Parimenti vidi accadere nei fenomeni diincandescenza. Reso tutto il filoincandescente al bianco colla pila allaGrò ve, e verificato che la sola pila allaBunsen non rendeva incandescente alrosso che la parte intermediaria del filo,mentre le due estremità xu, (Sa rimane-vano perfettamente oscure, io feci agiresimultaneamente in direzione opposta le«lue pile, ed osservato che la parte inter-mediaria «jJ si era resa oscura, che le dueestremità (S"fi, x(S' si mantenevano incan-descenti al bianco, e le altre due estremi-tà (Sx\ età' si conservavano perfettamen-te oscure, feci tagliare il filo intermedia-rio e tosto 1’ incandescenza delleestremità $ a ,, (S'’(S diminuì, e si rese vi-sibile al medesimo grado quella delle al-tre due estremità **'. Essa era intutte e quattro le estremità al rosso ci-riegia sudante.
» Conchiude il prof. Ziantedeschi, cheè ben soddisfatto che rimangano regi-
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strate queste esperienze colle deduzioniche ne fece, sulle quali gli sludii dei fisi-ci potranno unicamente spargere nuo-va luce. »
Vaj.ker—Matteucci — Ghisi —ReGNAUI.T — Boneli.i — Zanteoeschi.
TELEGRAFO sottomarino. Il pro-fessore di fisica dottor L. Magrini facen-do nel liceo di Venezia alcuni esperimen-ti col telegrafo elettrico per esso lui in-ventato, concepì fino dal 1837 l’ideadi un telegrafo sottomarino. Ciò dimo-strava egli sperimentalmente, medianteuna funicella formala di 6 fili d’ ottone,isolati uno ad uno mercè uno strato dicera e resina, ed attortigliati leggermentea modo di fune. Onde proteggere l’into-naco dei fili, involgeva la funicella concanape incatramato, al quale contempla-va in pratica di sovrappone un involu-cro di grossa tela saldamente impeciata.La lune conduttrice doveva essere cala-ta orizzontale nel mare, mediante pesiapplicati di tratto in tratto, e 1’ autoreaspirava far pruova del suo trovato isti-tuendo un telegrafo fra Trieste e Venezia ,qualora la sua idea avesse trovato incorag-giamento. Mancatogli questo, l’Italia per-dette il vanto di aver avuto il primo tele-grafo sottomarino, restandole peni semprequello di averne concepito 1’ idea, come'ebbe 1’ altro di gettare le basi del sistemaelettrico di telegrafia.
Tredici anni più tardi fu attivato ilprimo telegrafo sottomarino fra l’Inghil-terra e la Francia, dalla città di Dover al Capo Grinez pella distanza di ai mi-glio inglese . La fune però era luuga 27miglia, affinchè potesse aderire ed uni-formarsi alle irregolarità del fondo delmare. Essendo quella fune riuscita trop-po debole, se ne sostituì una seconda,che fu collocata a sito nel i85i, com-posta di quattro fili di rame grossi unmillimetro, rivestiti di gutta-peri.a e riu-