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Tomo LIV. [Supplemento.]
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zia all’estremità settentrionale della Cor-sica, ed attraverso lo stretto di S. Bo-nifazio.

La fornitura delle funi fu assunta daisigg. Tupper e Carr di Londra che neaffidarono la costruzione ai sigg. Kupere C.° pure di Londra . L’isolamento deifili di rame con gotta-perca venne com-messo alla Compagnia della gutta-percain Londra , diretta dal sig. S. Statham.

Ogni fune è composta di sei fili con-duttori ed ha 4o millimetri di diametroesterno. I fili conduttori sono di rame ilpiù perfetto, hanno un millimetro e mez-zo di diametro, e sono coperti di gutta-perca , in modo che ogni cordone hacirca 7 millimetri di grossezza. Gl’ in-terstizi! fra i sei cordoni conduttori sonoriempiuti di sfilaccio di canape incatra-mato fortemente, e con lo stesso mate-riale è pure ripetute volte ravvolto tuttoil fascio dei cordoni. La fodera esterna,che oltre alla difesa dei fili serve anchead aggravare la fune, consta di i a grossifili di ferro o piuttosto verghe, del dia-metro di 8 millimetri, che strettamenteuniti si aggirano in spire intorno al fa-scio dei fili conduttori.

La fune fu confezionata dalla fabbricain un solo pezzo, della lunghezza corri-spondente alle due sezioni dalla Spezia alla Corsica e fra questa e la Sardegna ,di modo che non rimaneva che di calarlanel mare. Questa lunghezza corrisponde aito miglia inglesi : la distanza fra la Spezia e la punta settentrionale della Corsica im-porta circa 8o miglia inglesi ; la larghezzadello stretto di S. Bonifazio è di 8 miglia,ed i due tratti sommerebbero quindi incifra rotonda a 90 miglia; l’esperienzaconsigliò per altro l’ing. Brett ad ag-giungervi altre 20 miglia, per la consi-derevole profondità del Mediterraneo eper le curve richieste dagli avvallamentidel fondo del mare.

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E questa la più lunga delle funi sot-tomarine che sino al presente sia stataconfezionata, ed anche la grossezza dtifili di ferro dell’involucro esterno, il dia-metro ed il peso della fune eccedonoquanto si è veduto finora sulle altre li-nee. Il suo peso complessivo ammontaad 800 tonnellate, e per dare un’ ideadel volume della fune ci limiteremo adire che, nel cortile della sua fabbrica aLondra , e disposta a modo delle gomenecomuni, essa formava un anello di 75 pie-di inglesi di diametro esterno, largo 24ed alto 5 piedi della stessa misura.

Il piroscafo inglese ad elice il Per-siano fu destinato a portare alla Speziala detta fune ed a sommergerli lungo lalinea prestabilita nelle acque del Mediter-raneo. La caricazione sul naviglio richiesepiù settimane ed il piroscafo giunse aGenova li 19 luglio del i854. Nel gior-no successivo partì pel golfo della Speziainsieme alla fregala a vapore sarda la Co-stituzione , alla quale si aggiunsero nelgolfo i due vapori da guerra Malj'alano^e Tripoli per assistere all’ operazione.

Erasi destinato, come prima stazionedel telegrafo sottomarino, un piccolo forte,detto batteria di Santa Croce situato allafoce del fiume Magra, ed a questo scoposi portò prima in terra sino a quel siloun capo della fune per la lunghezza di3oo metri, lavoro che durò tre ore; do-po di che il Persiano prese il largo, di-rigendosi verso la Corsica.

Il tempo era favorevolissimo essendoviquasi perfetta calma, e l’ing. Brett cal-colava di effettuare la collocazione dellalune in 36 ore ; ma varii incidenti im-preveduti ritardarono 1’ operazione, poi-ché a poche miglia dal punto di partenza|si ruppe uno dei fili di ferro dell’ invo-! lucro, e si svolse per un gran tratto.

: Questo inconveniente importò una fer-mata considerevole, poiché a gran fatica