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Tomo LIV. [Supplemento.]
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Telegrafo

riuscì d’impedire l’ulteriore svolgimento,e di saldare il filo spezzato. Anche laconsiderevole profondità del mare (circaaooo piedi) cagionava non poche dif-ficoltà.

Li 24 luglio, alle 6 1/2 di sera, si rag-giunse la Corsica, e si portò l’altro capodella fune alla stazione di Capo Corso.L’immersione sola della fune non richie-se più di 54 ore, ed il resto del tempoandò perduto nelle soste richieste peralcune riparazioni della medesima, nonchédelle macchine eh’ erano troppo deboli ;una di queste fermate durò 4° minuti,ed il piroscafo rimase immobile senz’ al-tra àncora die la fune stessa, la quale inquel punto toccava il fondo del mare ai 5 oo piedi di profondità.

Nel mese seguente si effettuò felice-mente anche la collocazione del secondotratto a traverso lo stretto di S. Bonifacio.Restava ancora da collocarsi nel i 855la terza fune, eh’ è la più lunga, poi-ché abbisognano 140 miglia per congiun-gere il Capo Teulada sulla punta meri-dionale della Sardegna colla costa afri-cana presso Bona. Quest’operazione, perquanto fu detto dai giornali, ebbe esitoinfelice, poiché la fune si ruppe mentre sistava collocandola, e dovette essere quin-di riattata. Per tale incidente venne ri-tardato il compimento di questa lineala quale compiuta che sia, avrà una lun-ghezza complessiva di 25 o miglia di funesottomarina, dell’enorme peso di 1970tonnellate.

Mentre si stavano eseguendo i lavoridel telegrafo sottomarino 01 a descritto, ilcav. Bonelli riuscì a perfezionare anchequesto ramo di telegrafìa, semplificandoconsiderevolmente la costruzione dellefuni, in modo da ridurne la spesa a menodella metà. Per quanto ci è noto, il per-fezionamento consiste principalmente nel-l’applicare l’involucro di filo di ferro

Telescopio >49

soltanto lungo tre o quattro miglia alledue estremità della fune, e nelfimpiegarepel resto semplici fili conduttori di rameisolati, invece che colla gutla-perca, conuna massa resinosa che si conserva molleall’aria, ma indurisce sotto acqua.

Si conseguirebbe così indubitatamenteuna notevole economia, non solo nel ma-teriale e nelle spese di fabbricazione, maanche nel trasporto, e nella posizione inopera.

{Gali,, deijeleg. Austro-Genti.)

TELESCOPIO. Non è da molto chenella manifattura di strumenti ottici delsig. Urzcheider a Lipsia, fu montato untelescopio gigantesco costruito secondo iprincipi! di Fraùenhofer: esso ha quin-dici piedi di lunghezza e dieci pollici emezzo di apertura ; supera in grandezzae potenza i più grandi telescopii falli daquel celebre artefice.

I professori di astronomia della uni-versità di Monaco, che ne hanno fatto ilsaggio con attenzione la più scrupolosa,hanno dichiarato questo strumento per-fetto. Paragonato al telescopio di Dorpat ,costrutto dallo slessoFraùenhofer, che hai 3 piedi di lunghezza sopra nove pollicidi apertura, questo di cui parliamo of-fre i risultamenti che seguono : la chia-rezza e la nettezza di un corpo celesteveduto a traverso la sua lente sono altelescopio di Dorpat : : 21 : 18, e laintensità della luce : : i 36 : loojessoingrandisce gli oggetti di più che millevolte ; la luna ingrandisce di 816 volleal-lorchè essa sia alla sua più piccola di-stanza dalla terra, non apparendo lon-tana più di sessanta miglia geografiche,distanza che non è guari più considere-vole di quella esistente in linea retta fraAtene e Costantinopoli .

Si ebbe per più di quarant’anni l’ideadi far uso dei liquidi nella costruzionedegli obbiettivi dei telescopii, ed il primo