i5o Tflescopio
che ebbe questo pensiero fu Robair-Blair,i cui titoli sono indicati in una Memoriadei sig. Brewster e Barlow letta nel i 79 1alla Società reale di Edimburgo , nellaquale eglino hanno constatato i di luitentativi, i suoi successi, e le sue spe-ranze. Questo ingegnoso fisico fu il pri-mo a proporre di una maniera precisa edeterminata, 1’ uso dei liquidi, a fine dievitare le imperfezioni delle lenti acro-matiche. I nuovi cannocchiali di questaforma ricevettero il nome di ai>planitici.Dei due obbiettivi di eguale apertura,ma di lunghezza focale molto diversa,1’ uno è composto di crown-glass , dispirito di vino e di olio essenziale; lasua lunghezza focale di circa 14 pollici,e la sua apertura di due pollici; l’altroobbiettivo di crown-glass e di Jlinl-glass la sua lunghezza focale di 32 pol-lici, e la sua apertura di due. Il telescopiopiù corto ha sull’altro un vantaggio ma-nifesto, la notte sopra tutto, per distin-guere gli oggetti minutissimi, come lestelle doppie di grandezza inferiore, pel-le quali un colore non puro è meno no-cevole. Il suo autore ne ridusse quindi1’apertura ad un pollice; allora questostrumento divenne manifestamente piùchiaro dell’ altro più lungo, sebbene lefrange colorate coprendo la metà dell’ob-biettivo compariscano di una larghezzache non può non nuocere alla distin-zione.
Rispetto all’arte di fabbricare cannoc-chiali ed a’ suoi ultimi progressi, eccoquanto leggesi nell’opera intitolata : La-vori della Commissione francese sul-V industria delle nazioni, pubblicataper ordine dell Imperatore a Parigi nel 1 855 ; e relativamente all’esposizio-ne universale del i85i.
« Iia fabbricazione dei cannocchiali as-tronomici, dopo esser stata quasi esclusivadeiringhilteri a, era passata 5o anni fa sul
Tei,E scorio
continente. Dal 1804, Lerehours avevafatto il cannocchiale che servi a Napoleo-ne al campo di Boulogne . Questo fu ilprimo obbiettivo acromatico a due vetridi 1 x centimetri (quattro pollici) di dia-metro, che fosse stato costruito in Fran-cia . Lo stesso fabbricatore presentò all'I-stituto 1 5 obbiettivi di questa medesimagrandezza nel 1812, e nel 1816 un ec-cellente obbiettivo di 19 centimetri (7pollici ) d’ apertura : fu questo il piùgrande rifrattore conosciuto a quell’e-poca. Gl’ Inglesi non raggiunsero chenel 1826 questa dimensione, che poscianon hanno guari oltrepassato. Lerebouunon s’ arrestò a questo punto : egli fecenel 1823 un obbiettivo di 24 centime-tri (9 pollici) per l’osservatorio di Parigi ,e parecchi cannocchiali di io cenlim. diapertura e di un brevissimo foco o,”'87.Lerebours, il figlio, terminò nel 1844il gran telescopio di 38 centimetri ( 14pollici ) d’apertura ed 8 metri di fo-co , che appartiene all’ osservatorio diParigi . Cauchoix , a partire dall’ anno1811, costrnsse del pari in Francia deibuoni obbiettivi acromatici di 8, io, 16,22, 2 5 e 33 centimetri di diametro. Frai più grandi, che sono lutti passati in In-ghilterra, si può citare quello che nel-1’ osservatorio di Cambridge chiamasiNorlhumberland refractor. In Allema-gna i buoni cannocchiali erano ritiratidall’Inghilterra, fino al 1800; poco tem-po dopo, si cominciò a costruire a Mo-naco degli obbiettivi di g a 11 centime-tri ( 3 a 4 pollici ) di diametro. Non fuche sotto la direzione di Fraunhofer, nel1819, che si fabbricarono degli obbietti-vi un po’ più grandi, dagli 11 ai 16 centi-metri. Questo eminente artefice, che nel-la sua corta carriera ha fatto di così belleesperienze d’ottica, terminava nel 1824il cannocchiale di Dorpat , di 24 centi-metri d’ apertura ; nel 1826 1’ eliometro