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Tomo LIV. [Supplemento.]
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Teoria

sta suppone la perfezione di quella : pro-posizione la cui reciprocità non è sempreammissibile, bench’essa abbia luogo qual-che rolla.

Posti questi due termini, la pratica ela teoria, come i loro rapporti fra 1’ li-na e P altra, egli è chiaro che se lapratica si esercita sopra un oggetto com-plesso, mobile, variabile, si ha semprea temere che tutti gli elementi non sienoeffettivamente conosciuti, che la teoriache li rappresenta non sia che una teoriacondizionale, e che un fatto inatteso odel tutto nuovo non la modifichi pro-fondamente, o non la cangi del tutto.Gli è così che i progressi sempre cre-scenti della storia naturale ne hanno fattovariare i metodi, o, se si vuole, le teorie.Gli è così che la instabilità delle me-teore non ha permesso fino ad oggi distabilire o di proporre sopra questo ge-nere di fenomeni una teoria solida perun breve numero di anni, e che inchimica ha bastato di constatare che imetalli prendono dai pesi per calcinarsio piuttosto dalla combustione, per rove-sciare tutta la teoria, d’altronde così plau-sibile, del flogistico. Finalmente quandola pratica si esercita sui fenomeni d’ u-na natura inaccessibile allo spirito uma-no, tali come quelli che hanno la lorosorgente nelle forze vitali, come le teorienon hanno e non avranno mai alcun mo-do di valutar queste forze, ne segue chele teorie che furono fatte, o che si tenteràdimore sopra queste realtà impenetrabili,non hanno avuto e non avranno mai chela incertezza e la vanità delle ipotesi.

La pratica, abbiamo detto, ha dovutoin tutte le cose precedere la teoria. Ciònulla meno intorno ad alcuni punti par-ticolari, la teoria fondata sopra analogiecostanti, ha qualche volta preceduto lapratica. Un secolo prima che si avessedecomposto 1’ acqua, Newton aveva an-

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nunciato che 1’ acqua racchiudeva uuprincipio combustibile. Alla vista degliossidi metallici, o dei metalli bruciati chevestono un’ apparenza di terra, Lavoi-sier aveva detto che tutte le terre eranoprobabilmente dei metalli bruciati : loche si accorda a meraviglia colle sco-perte che furono fatte dappoi. Finalmen-te per ispiegare 1’ equilibrio dell’ anellodi Saturno intorno a questo grand’ a-stro, Laplace aveva stabilito, prima delleosservazioni, che la figura di questo anel-lo era una figura ineguale.

Una pratica, anche molto esteso, e so-pra molti oggetti, può esistere senza al-cuna teoria : e nei tempi primitivi inOriente tale si fu probabilmente lo statodelle scienze, o di ciò che si chiamavacon questo nome. Tuttavolta intorno aipopoli che le avevano coltivate, che nesappiamo noi ? forse essi furono tropposaggi per fabbricarsi delle teorie ; e tra ifatti ch’eglino tenevano dalla loro pratica,forse ve n’eranodi quelli che rovesciereb-bero tutte le nostre. Viceversa, in alcunementi la teoria, benché nata dalla pratica,può esistere affatto sola. Si può avere lateoria della navigazione senza essere na-vigatore ; la teoria della guerra senzaessere un generale ; la teoria delle leggie dei governi senza essere magistrato^o capo dello Stato, o legislatore ; la teo-ria delle belle arti senza essere artista.Ora è per questo che il passaggio dallateoria alla pratica è difficile, pericoloso ;impossibile sopra tutto nelle arti d’imi-tazione, le quali suppongono delle alti-tudini interiori che la natura accorda tantoraramente, e che l’esercizio o l’educazionepossono sviluppare, ma donare giammai.Voi sapete la teoria della pittura, ma voinon sarete giammai un pittore. Voi pos-sedete a meraviglia tutta la teoria dellapoesia e della eloquenza, voi ne maneg-giate magistralmente tutto il materiale $