Termali (acque)
citato gli spirili alla ricerca delle loro cau-se. Ma che cosa è risultato da tali ricer-che ? Delle semplici congetture, bisognaconvenirne ; perchè se la più parte delleteorie date fino ai nostri giorni si mo-strano molto ingegnose per ispiegare laproduzione del fenomeno principale, al-cuna non si accorda con l’insieme dellecircostanze accessorie, da cui è tuttavoltaimpossibile separarle, e tutte non diven-tano più d’allora in poi che semplici con-ghietture, piùo meno incomplete. Gli è inquesto senso che vogliamo riferire le piùnotes-oli fra di esse, limitandoci da partenostra a farla da storici. Ci sforzeremotuttavia di mettere ogni opinione in rap-porto coi fatti positivi che possono serviredi controlleria.
La termalità fu lungamente attribui-ta talora all’ azione diretta del sole, taloraad una fermentazione operata nel cen-tro della terra, o, meglio ancora, alla com-binazione di un alcali e di un acido.Basta al giorno d’ oggi solamente riferiresimili opinioni per rifiutarle. Due ipotesisembrano prevalere attualmente tra i fìsi-ci. L’ una ammette per causa il riscalda-mento di antichi focolai vulcanici spogliatidel loro stato di attività ; 1’ altra attri-buisce lo stesso fenomeno al calore pro-prio degli strati del globo. La prima, losi capisce, dovette presentarsi assai na-turalmente allo spirito, appoggiata, co-ni essa mostrasi, all’esistenza così comunedi sorgenti calde in vicinanza ai vulcani.Ciò non di meno questa coincidenza va-ga non le avrebbe probabilmente valutoche un mediocre favore, se l’illustre Ber-zelius non fosse venuto a darle della con-sistenza paragonando fra loro due grandicontrade 1’ Auvergne, e la Boemia , tuttee due di un’ origine incontestabilmentevulcanica, e tutte e due egualmente fe-conde di sorgenti calde. Ma se il granchimico svedese ha dimostrato che la
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moltiplicità delle sorgenti termali in que-ste regioni, la loro grande conformità dicostituzione chimica, ed il carattere geo-logico dei terreni da cui esse sgorgano,non sono gli effetti di una coincidenzapuramente fortuita, questi diversi ordinidi fenomeni si trovano legati,al contrario,da una verace dipendenza; il suo genionon ha potuto generalizzare tuttavia lacausa eh’ egli mette innanzi. Per quantoefficace che si voglia supporre in fattil’influenza di un vulcano per iscaldarele sorgenti d’acqua che attraversano iterreni collocali nella sua sfera d’ azione,una simile influenza non offre evidente-mente nulla che possa conciliarsi coll’ u-niversalità delle acque termali, e bisognaben finire col riconoscere che tali nonpotrebbero esser le cause del calore del-le sorgenti che passano pei terreni chenon hanno assolutamente nulla di vulca-nico. Gli è per ispiegare la produzionedi queste ultime che si si vede forzati diammettere una causa più generalmentediffusa, il calore proprio del globo. Os-serviamo tuttavia che queste due opinio-ni sono lungi dall’ essere incompatibili ;niente impedisce di ammetterle simulta-neamente, cadauna acquistando soltantouna certa preminenza, secondo le circo-stanze geologiche e la natura dei terrenida cui sortirono le acque.
L’ ipotesi di un focolaio di calore nel-I’ Alterno del nostro pianeta per renderragione della temperatura delle sorgentitermali rimonta alla più alta antichità ;ma quest’ipotesi sembrava presso a pocoobbliata, quando in questi ultimi tempinumerose osservazioni, Catte nell’ internodelle miniere, e sopra tutto nelle perfo-razioni dei pozzi artesiani, hanno stabilitodi una maniera incontestabile che le tem-perature degli strati della terra vannoinnalzandosi a misura che la posizionedi quelli diventa più profonda. Questa