Termali (acque)
di temperatura e di composizione che lecaratterizza! Ciò che avviene in vicinanzadei vulcani in attività viene a stabilireall’ uopo la giustezza di questa obbiezio-ne. Là si trovano egualmente delle sor-genti calde, ma queste medesime sorgentisi fanno distinguere per la loro varietàdi temperatura e di costituzione chimicasecondo le fasi del lavoro vulcanico cheloro dà origine. Cosi Forster ha verifi-cato vicino al vulcano di Tanna, unadelle Ebridi , che la temperatura dellesorgenti calde che vi stanno intorno va-riava di parecchi gradi da un giornoall’altro. — Dolomieu aveva egualmenteconstatato che la sorgente della Macaluba,che nel 1781 lasciava sprigionare dell’a-ria e dell’ acido carbonico, non dava piùnel 1785 che un gas infiammabile; ed os-servazioni analoghe sono molto frequen-ti. Gli è in ciò sopra lutto che 1’ inter-vento dei vulcani spenti, invocato dalBerzelius per la formazione delle sorgen-ti calde dell’ Auvergne e della Boemia soddisfa a condizioni che non si accomo-derebbero atFatto alle vicinanze di vulca-ni in piena attività. Queste difficoltà in-separabili dalle azioni chimiche non sonolesole; di maniera che per non citarneche una, allorché si vede l’estrema spro-porzione esistente fra il calore di un grannumero di acque termali e la quantitàminima dei loro principii minerali, puossiegli ammettere ragionevolmente l’influen-za di un’ azione chimica ordinaria ? Lestesse obbiezioni possono essere rivoltecon molta maggior ragione anche allacombustione delle piriti o solfuri metal-lici nelle viscere della terra, spesso in-vocata come la causa produttrice delleacque termali. Noi ci limitiamo a citar-la, non meno che la combustione sot-terranea dei grandi strati di carbon fos-sile, ai quali molti hanno egualmente at-tribuito la medesima influenza.
Termali (acque) 167
Ma forse si troverà nella scoperta cosìfeconda delle azioni elettro-motrici e delloro potere calefattore, un punto d’appog-gio a considerazioni analoghe,che si preste-ranno più facilmente delle ipotesi prece-denti all’ interpretazione non solo dellecause del calore, ma anche degli altri feno-meni i più importanti delle acque termali.Tale un pensiero erasi già presentato allospirito di alcuni fisici, ma di una manie-ra vaga, e senza suggerir loro il ravvici-namento dei fatti i più capaci di dareconsistenza a questa maniera di vede-re. Anglada, fino ad ora, sembraci ilsolo che abbia compreso tutto il partitoche si può tirare da questa teoria, nellasua Memoria par servire alla storiagenerale delle acque minerali.
Quando si vede un elettro-motore, li-mitato alle dimensioni dei nostri apparatidi gabinetto, esercitare una così potenteinfluenza sulla temperatura dei nostri cor-pi, egli è ben naturale di ricercare se unadisposizione analoga non potesse realizzar-si dalla natura in diversi punti delle visce-re del globo, e non potessero aver luogoaltrettante officine per l’elaborazione del-le acque termali ! Questa ipotesi si trovainoltre appoggiata da potenti analogie.La facoltà elettro-motrice in fatti si mo-stra così generalmente diffusa, che sareb-be ben sorprendente che in mezzo agliatti che hanno presieduto alla formazio-ne degli ordini dei terreni, non si fosserooperati dei numerosi assortimenti di ma-terie capaci di un’ elettro-mozione moltoenergica. Ma non è unicamente, affret-tiamoci a dirlo, sopra analogie teorica-mente dedotte che si fonda questa opi-nione. Un certo numero di fatti positivipalesano alla superficie del globo dei ve-ri apparati elettro-motori, aggiungendomolta forza all’ ammissione di simili dis-posizioni nell’ interno della terra. Il sig.de Humboldt, fra gli altri, ha segnalato