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Tomo LIV. [Supplemento.]
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l’jo Terme

si otterrebbe dall’ acqua comune innal-zata agli stessi gradi pei processi del-1’arte. Cosi crollano davanti al linguag-gio d’una sperienza severa, gli errori cuiha dato luogo un cieco pregiudizio, enei quali tanno specialmente incorreregli autori copiandosi 1’ uno l'altro, e chesi spandono non solamente nel volgo, maperfino nelle opere classiche. E tuttaviaa dubitarsi se la ragione sia per trionfaredei pregiudizii sì presto, pincipalmentenelle vicinanze delle sorgenti termali, do-ve il ciarlatanismo si compiacerà ancorae per lungo tempo a gratificare di pri-vilegi! miracolosi il calore che anima leloro acque.

(N. N.)

TERME. È noto che le prime termoche si edificarono a Roma non si compo-nevano che di vaste sale destinate a diver-se specie di bagni. Nerone diede loro unagrande importanza facendo praticare nelloro interno degli spazi! divisi come iginnasi greci. Allora le terme si converti-rono in tre cinte comprese l’una nell’al-tra ; la prima conteneva gli exedri , cioèsale munite di sedie e destinale ai filosofied ai retori, e le palestre , per la lotta,e pei giuochi del disco e della piastrella.La seconda presentava dei scisti, o vialipiantati di sicomori e di platani, e deisferisteri , spazii liberi pegli esercizii gin-nastici, ed in particolare pel giuoco dellapalla. Finalmente era nella terza cintache si trovavano i bagni propriamentedetti. Qualche volta tutto questo insiemedi costruzioni era situato nel mezzo diun parco, come le terme di Settimio Se-vero . Quanto alla loro estensione essaera immensa. Alberti ha calcolato che imuri di cinta non avessero meno di cen-to mila piedi quadrati.

(ili antichi avevano riunito nelle loroterme non solo tuttociò che poteva esserutile al benessere del corpo, ma anche

Terme

tuttociò che può solleticare lo spirito ela immaginazione. Di maniera che oltrele sale spaziose, dove assistevasi alle lottedegli atleti, oltre sei fori spaziosi desti-nati alle discussioni, erano disposte inquesti stabilimenti delle vere bibliotechepubbliche. Sotto i portici si vedevano lepiù belle statue di cui era stata spogliatala Grecia .

Ei fu così, che fu trovato il Laocontenei bagni di Tito, e l’Èrcole Farnese neibagni di Caracolla. Tutte le arti eranochiamate ad abbellire le terme. I muri ei soffitti erano decorati di pitture, ed ilpavimento di quasi tutte le sale era inmusaico ; i bacini, e le vasche dei ba-gnanti erano del più bel marmo. Noi sap-piamo che nelle terme di Caracalla tremila persone potevano bagnarsi ad untratto, e che vi erano seicento sedie dimarmo prezioso.

Plinio c 1 insegna che il lusso dei bagnidegl’ imperatori sul monte Palatino eraben maggiore, mentre vi si trovavano,nelle sale destinate alle donne, delle sediee delle vasche d’ argento.

Era nelle terme che i cittadini romanipassavano una gran parte dei loro giornie delle loro notLi. Oltre i piaceri che pro-cacciavano naturalmente questi vasti stabi-limenti, davansi in essi dei combattimentidi gladiatori. Tito stesso, per farsi amaredal popolo, fece costruire sei bagni pres-so l’anfiteatro che porta il suo nome.

Quando furono stabiliti dei bagni pub-blici a Roma , gli uomini e le donne sibagnavano separatamente, anche i fan-ciulli avevano delle sale speciali ; ma benpresto le terme divennero il ritrovo del-la corruttela e della dissolutezza. L’im-peratore Adriano volle metter fine a que-sti disordini, e separò gli uomini dalledonne. La legge censoria regolò tuttoquello che concerneva le terme. Sotto( Eliogabalo , che s’ inquietava assai poco