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Tomo LIV. [Supplemento.]
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i Terbi;»!

«elle opere rii scullura, alla parie supe-riore del plinto, sulla quale riposa unastatua. Quesl’è in fatti una specie di ter-reno fattizio ciré è spesso necessario, pergiustificare le roccie o i tronchi d’ albe-ro che servono d’appoggio alle statue dimarmo.

Diconsi gradini in terrazzo, quelli ovei rialti di terra guernili di muro per so-stegno, sono addossati gli uni agli altri invarii ordini e piatii.

(N. — Mix..)

TERRENI. Espressione tecnica ado-perata per designare le parti del suoloche si suppongono cronologicamente di-vise in istrati di differenti età; per lo chesi dice un terreno antico , un terrenorecente; i terreni prima rii, secondarii,e tcrziarii.

Queste tre grandi divisioni del suolofondate sull’ età relativa delle sue parli,si suddividono esse medesime in terrenidi un altro ordine, che si caratterizzanocon indicazioni che segnano la loro po-sizione relativa, come, p. es., terrenosecondario inferiore, o medio, o supe-riore. In luogo di queste denominazioninumeriche che, come lo si vede, indicanodei rapporti esatti, si aggiunge alla parolaterreno una qualificazione particolare edi convenzione che fissa egualmente ilposto che si assegna alla parte del suoloche si vuol descrivere o designare rispet-to ad una serie di terreni già noti, e relativameute classificati. Gli è così cheparlando di un terreno cretaceo , d’ unterreno jarassico o di un terreno carboni/ero , ecc., i geologi designano deglistrati che hanno un’ età relativa, deter-minata e bene caratterizzata nel suolodella parte centrale d’Europa , che fu lameglio studiala, ed è preso per tipo, opiu (tosto come termine, di comparazione.

Quando un geologo annuncia che nel-1’esplorazione di una nuova contrada,!

Terre»!

egli ha riconosciuto 1’ equivalente di unterreno corbonifero, non ne conseguenecessariamente eh’ egli abbia incontralodel carbone, ma egli vuol esprimere chela parie del suolo che ha studiato fu for-mala nei medesimo tempo, vale a dire nelperiodo durante il quale si disponeva al-trove il carbone rinvenuto.

Si è sovente confuso la parola terrenocolla parola formazione, che sono l’unae f altra assai frequentemente adoperatenel linguaggio e nelle opere geologiche;così molti geologi dicono indistintamenteun terreno secondario od una forma-zione secondaria , un terreno marino,ovvero una formazione marina , sebbe-ne, come lo si vede, gli epiteli secondarioe marino esprimano idee molto differen-ti, la prima indicando f età della partedel suolo che si designa, e la secondaprecisando la maniera secondo la qualequesta stessa porzione di suolo fu for-mata.

Certi autori considerano come appar-tenente ad una medesima formazione tut-ta la parte del suolo o tutte le materie,qualunque sia la loro natura, che furonoformate durante uno stesso periodo com-preso fra due avvenimenti che hanno la-sciato delle traccie alla superficie dellaterra, ed essi suddividono ciaschedunaformazione in terreni caratterizzali dallaloro natura mineralogica; di maniera cheessi hanno per esempio una formazionecretacea divisa in terreno di creta bian-ca , terreno di creta tufica, terreno digres verde, ecc.

Seguendo un viaggio diametralmenteopposto, altri geologi adoperano esclusi-vamente la parola terreno per istabilirenel suolo delle divisioni cronologiche, edin cadauu terreno eglino distinguono lematerie formate da diverse cause, consi-derando ollora come tante formazioni glieffetti particolari di ogni causa ; ed in