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noscere tre epoche : l’inferiore A, o car-bonifera ; la media B, muriatifera , lasuperiore C, belemnitifera, non consi-derando sempre questa divisione, che co-me un mezzo semplice di paragonare idue punti estremi, ed il punto centraledi una serie continua, senza voler darenessuna importanza alle linee di separa-zione tra i gruppi.
A. I terreni carboniferi si compon-gono: i.” di un potente deposito calcaredesignato sotto il nome di calcare carbo-nifero, calcare antracifero, di calcare dimontagna o metallifero , ecc. ; a.° delterreno carbonifero propriamente detto.
Il calcare carbonifero è di formazio-ne essenzialmente marina pelagiana ; isuoi strati più numerosi si veggono col-locati sotto il terreno carbonifero, maalcuni banchi alternano anche con que-st’ ultimo ; di maniera che si può consi-derare in gran parte di deposito di forma-zione marina come contemporaneo delleformazioni fluvio-marine che racchiudo-no il carbone.
Il calcare carbonifero è a grana fina,a testura sovente semi-cristallina ; essoadoperasi come marmo di ornamento( piccolo granito ) ; è grigio, o qualchevolta di un nero carico, ed attraversatoda vene bianche di calce carbonata cri-stallizzata, che designano il suo marezzo.I suoi banchi sono fitti, paralleli fra loroper grandissimi spazii ; si alternano condegli schisti argillosi, dei gres micacei, edelle pudinghe ; gli strati calcarei rac-chiudono numerosi fossili marini, delleterebratule, delle ammoniti particolari,di cui si è fatto il genere goniatite.
Il terreno carbonifero si compone es-senzialmente di un gran numero di stratialternativi di gres generalmente grigio emicaceo, e di schisto nero argilloso, fra iquali sono intercalati i banchi di car-bone e qualche volta di ferro carboniz-
Tebbeki
zato fangoso. I gres e- gli schisti «opratutto racchiudono un’assai grande quan-tità di traccie vegetabili che si possonoriferire a grandi felci arborescenti, a delleequisetacee, a delle licopodiacee, a del-le conifere, sebbene di specie sconosciute,ma che essendo evidentemente organizzateper vivere sul suolo emerso, non è adubitare che il carbone non risulti dalladecomposizione di un ammasso di questistessi vegetabili trasportati ed accumulatinei bacini d’acqua dolce, nei golfi ed an-che sul fondo dei mari profondi dal corsodell’acqua fluviatile ; mentre che nel se-no degli stessi bacini dei depositi o lacu-stri o marini, di un’altra origine, si for-mavano simultaneamente : lo che spiega1’ assenza di qualunque corpo marino incerti bacini carboniferi circoscritti, comesono quelli del bacino centrale dellaFrancia, quelli di Saint-Etienne , di Creu-sot, ecc., che si sono formati entro a la-ghi, e da un altro lato i banchi alternaticalcari conchiliferi marini, cogli strati deiterreni carboniferi dell’ Inghilterra e delnord della Francia , che furono depositatisopra spiaggie marine.
Malgrado i fatti numerosi e positiviche appoggiano 1’ opinione che i vegeta-bili, di cui si è formato il carbone, sienostati strascinati dai fiumi, alcuni geologicredono ancora poter sostenere, che inmolti casi questi vegetabili sieno rimastial posto ove vissero, e che sieno stati ce-lati sotto il suolo che li aveva nutriti, siache le acque si sieno innalzate al di so-pra del suolo, sia che questo si sia ab-bassato al di sotto del livello delle acque.L’ esistenza dei fusti che hanno conser-vato una posizione verticale sarebbe ilfatto che militerebbe più in favore diquesta opinione; ma l’esame dei luoghidove questo fatto medesimo fu osservato,prova eh’ esso è eccezionale ; quasi sem-pre i fusti sono coricati, taluno di quelli