Band 
Tomo LIV. [Supplemento.]
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Terreni

che è ritto, non è terminato da radicipiantate in un terreno che possa consi-derarsi come terrestre ; questi fusti sonoanche spezzati e troncali tanto alla loroestremità inferiore che alla superiore ; ilgres che gli avviluppa è esattamente lostesso di quello che è immediatamenteal di sotto d 1 essi, ed alcuna lìnea visibilenon separa il suolo, sul quale i vegetabiliavrebbero preso origine e si sarebbe-ro sviluppati dalle sabbie che le acqueavrebbero condotto più tardi per rico-prirli.

Basta per ispiegare la verticalità dicerti fusti nelle miniere, di ricordarsi ciòche avviene nei grandi fiumi, e segnata-mente in quelli dell’America , che trascina-no un’immensa quantità di legname ; ba-sta che un tronco d’albero sia più pesantead una delle sue estremità che all’ altra,perch’esso si tenga quasi perpendicolaree resti nella sua posizione. Il numero de-gli alberi piantati così verticalmente nel li-mo e la sabbia di molti fiumi dell’Americadel nord , rende i fiumi medesimi quasiinavigabili. Da un altro canto, come ^spie-gare le alternative di 60 ed 80 strati dicarbone, con due volle tanto di banchi dischisto e di gres sopra uno spessore di4 a 5 oo metri, nella ipotesi che ognistrato di carbone risultasse da vegetabiliterrestri distrutti sul sito, mentre che ibanchi di schisto e di gres fossero statidepositati dalle acque ? Bisognerebbe faremergere e sommergere 60, od 80 voltealmeno lo stesso punto di suolo, conser-vandogli ogni volta la sua posizione oriz-zontale, imperciocché gli strati sono pa-ralleli e concordanti fra loro. Di più, laquantità di legno necessaria per produr-re uno strato di carbone di un metro ètalmente considerevole, che bisognerebbesupporre degl’ intervalli di tempo im-mensi per rendersi conto di queste som-mersioni iterate. Si è calcolato, p. es.,

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che il più bel bosco non renderebbe piùdi carbone che uno strato di litantracedi 6 millimetri di spessore sopra unamedesima superficie ; per conseguenza 6metri di carbone supporrebbero la di-struzione di iooo boschi ; e dove si ac-cordasse ioo anni per lo sviluppo di ca-dauno, avrebbero abbisognato cento milaanni per far crescere il legname necessa-rio alla produzione di 6 metri di carbo-ne. Ora vi ha tali strali o cumuli dicarbone, come quelli di Creusot , p. es.,che hanno più di 3 o metri di potenza.Si capisce che non esiste alcune di que-ste difficoltà allorché si attribuisce la for-mazione del carbone alla decomposizionedei vegetabili terrestri accumulati dallecorrenti fluviatili e marine negli anfrat-ti del suolo sommerso, poiché nulla sioppone che sopra uno spazio di un mi-riametro quadrato non siasi recala, inalcuni anni, una quantità di legna dieci,cento, mille volte, ecc., superiore a quellache avrebbe potuto vegetare sopra unostesso spazio durante dei secoli. Si ècalcolato che passi, in uno degli affluentidel Mississipi , più di 8 mila piedi cubidi legna per secondo, vale a dire più disei milioni ogni ventiquattro ore - , quantipoi per anno e per secolo ? Tutti i na-vigatori sanno che una parte dei vegeta-bili terrestri continuamente trasportatinel mare dai fiumi che sboccano versoil golfo del Messico è portata dalla' gran-de corrente equatoriale fino sulla costad’Irlanda , della Groenlandia e delloSpitzberg.

Il terreno carbonifero, che fa la ric-chezza delle contrade dov’ esso esiste, ènoto in moltissimi luoghi, ma sopra tuttonel centro dell’Europa, e dietro unagran zona che dalla Scozia e dall’ In-ghilterra si dirige dal N. O. al S. E.,attraversando il mezzo giorno dell’ Ale-magna, il Belgio e la Francia . Al nord