igo Tebbeni
(lerebbero nel tempo stesso una discus -sione dei fatti. Per la stessa ragione noirimanderemo all’ articolo Sistemi dellemontagne, per conoscere la storia deglistrati della crosta terrestre, od almenole ipotesi che possono guidare a cono-scerla.
Condizioni speciali del territorioVeronese.
Dopo aver parlato della condizionegeologica dei terreni in generale, e deidiversi sistemi adottati dai geologi perclassificarli, discenderemo ad alcune par-ticolarità che riguardano le provincieTenete. Torremo per ciò a tipo una re-gione media, vale a dire, il territorio Ve-ronese, come quello che fra gli accidentisvariati del suolo Yeneto ne comprendeil massimo numero ; e ciò ne servirà discala per conoscere anche i diversi ge-neri di coltura, che meglio si addicono ainostri terreni.
« Chiunque (dice il sig. A. Manganotti)gitti per un istante lo sguardo sovra quellasuperficie di suolo che costituisce la ve-ronese provincia, non potrà per certonon rimanere a prima giunta convintodella somma diversità di composizionede’ terreni coltivabili della stessa. E perverità, se quella estrema superficie dellacrosta terrestre, cui l’agricoltore sotto-pone a coltivazione , oltre che dalladecomposizione degli esseri organizzati,è anzi per la più parte costituita dallosfasciamento de’ terreni più antichi, egliè chiaro che dovrà essa parteciparedella stessa diversità mineralogica deiterreni da cui deriva. Egli è ben veroche, siccome più d’ogni altra, abbondain questa provincia la formazione dellacreta, così trovasi una assai grande esten-sione di suolo in cui abbonda la calce ;ma pure non di rado ritrovansi ancora
Teiibeni
terreni vulcanici, ed un estesissimo spazioè coperto di fluviale alluvione ; e però,come in questo, insieme alla calce trovasiin molta copia la silice, in quelli, mistaalla silice è prevalente l’allumina; sic-come derivanti daroccie trappiche abbon-danti di silicati alluminosi.
» Ma non è sola la mineralogica com-posizione che dar possa varie normerispetto all’agricoltura; chè anzi i mag-giori agenti della vegetazione non istannonel suolo, ma sì nell’aria, nel calorico,nella luce. Ciò posto, ognuno ben vedequale debba essere 1 ’ enorme diversitànelle diverse regioni di questa provinciarelativamente a queste forze , onde lavegetazione si accresce, o per contrariosi diminuisce, ed anche si annienta.Dall’altezza di pochi metri sopra il li-vello del mare, si ascende gradatamentesino a 2200 metri sovra lo stesso livello,e però, se nella maggiore sua eleva-tezza non attinge questa provincia illimite delle nevi perpetue, giunge peròa tanto dove la ordinaria temperaturanon permette che, nei luoghi non do-minati dal sole, le nevi si sciolganomai. Egli è troppo evidente che quellainfluenza che queste varie elevatezze, edifferenti temperature, non meno che ledifferenti esposizioni all’ azione de’ raggisolari, esercitano sopra la vegetazionespontanea quella influenza medesimaesercitar devono sulla arteficiale coltiva-zione, e di qui si manifesta la veritàuniversalmente riconosciuta, ma non inegual modo rispettata e seguita, che ognidifferente regione e terreno richiedonouna differente coltivazione.
>• Ora, in tanta varietà di terreni perqual guisa potrassi procedere a parlaredi ciascuno di essi, senza daprima sepa-rarli e distinguerli in vari gruppi ? e comepotrà effettuarsi tal divisione? La solaconsiderazione, che dalle più elevate