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Tomo LIV. [Supplemento.]
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Terre tu

essi quasi esclusivamente al regno orga-nico, ed altri ritrovarsi più di soventenel regno inorganico, onde noi li distin-gueremo in materiali organici ed in ma-teriali inorganici o fissi, non già perchèsiano il prodotto dell'' uno o dell’ altrodi questi due grandi regni della natura,ma perchè questi si compongono spe-cialmente degli uni o degli altri.

a Torna inutile ripetere, comporsi iprimi sempre di tre elementi, cioè ilcarbonio, l 1 idrogeno e 1’ ossigeno, a cuisi unisce sovente per quarto il nitrogenoo azoto; di che, possono dividersi in duesezioni, cioè in combinazioni non azota-te, e in combinazioni azotate. Fra le pri-me ci vengono tosto sott’occhio il ligneo,la cellulosa, 1’ amido o fecola, la gommae zucchero di varie maniere, fra cui giovaannoverare quello di canna e quello diuva. Qualunque osservatore esamini lefisiche proprietà di tali materie, gittandoin pari tempo uno sguardo sulla compo-sizione stechiometrica delle medesime ,non potrà per certo non essere còlto dameraviglia, osservando come molte, dicomposizione perfettamente eguale fra lo-ro, presentino caratteri fisici e chimicicosi differenti, i quali poi variano ancorainfinitamente per raggiunta o sottrazionedi qualche equivalente di acqua, per mo-do che tali corpi sembrano del tutto l’unodall’ altro diversi. Sono questi materialisparsi per tutto il vegetabile, ma avvie-ne che gli uni si ritrovino ordinariamen-te più copiosi in una parte di esso, e glialtri in parte diversa. Così l’amido o fe-cola abbonda nei semi dei cereali e nelleradici tuberose, il ligneo incrosta e com-penetra le fibre formando quasi lo sche-letro delle piante dicotiledoni, mentre ilzucchero e la gomma sono frequenti nel-le frutta, e disciolti nella linfa, e si con-densano a guisa di escrezioni allorchépervengono in favorevoli circostanze.

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» Sparse non meno per tutto il vege-tabile sono le comhinazioni azotate. Leprincipali fra queste sono la fibrina, l’al-bumina, il glutine e la caseina, ma alcu-ne, come la caseina ed il glutine riscon-tratisi a preferenza nei semi. È degno diosservazione che tali sostanze all’ azionedei chimici reagenti si comportano iramaniera affatto analoga a quella delle ma-terie animali di simil nome. E pure de-gno di considerazione il ritrovarsi que-ste materie fornite di certa quantità dizolfo. La presenza di questo corpo in al-cune di esse è del tutto evidente, peroc-ché nella loro putrefazione danno origi-ne ad uno sviluppo di acido solfoidrico,ma inoltre le accuratissime indagini deimoderni chimici ci assicurano della suapresenza, in maggiore o minor quantità,in ognuna di tali sostanze. E per qualvia sarà esso questo zolfo introdotto nel-1’ organismo vegetale? La risposta è que-sta : essa vi debbe essere pervenuta iraalcuna delle sue combinazioni , e spe-cialmente delle saline. Assai ingegnosa-mente cerca ispiegare il Liebig questofenomeno colla formazione del solfato diammoniaca derivante dalla mutua de-composizione del solfato di calce esisten-te nel terreno, e del carbonato d’am-moniaca che viene producendosi nellaputrefazione delle materie organiche, eche esiste anche nella atmosfera, da cui,insieme colle pioggie, viene trascinato nelsuolo. Ma pure, ciò posto, per quali rea-zioni decomporrassi nell’organismo vege-tale quest’acido solforico abbandonando lozolfo, mentre sappiamo non rimanere essodisossidato che ad un’altissima temperatu-ra, e per la presenza del carbonio e d’unasostanza metalloidea o metallica con cui to-sto lo zolfo entra in combinazione? È purmestieri il confessare, che con un concor-so di forze a noi impercettibili, opera sot-to i nostri occhi misteriosamente natura.