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« Altri materiali costituenti i vegeta-bili abbiamo detto appartenere special-mente al regno inorganico. Sono questispecialmente fosfati di potassa, soda, cal-,ce, magnesia e ferro. Cloruri di sodio epotassio, solfato di calce e di potassa,silicato di potassa, acido silicico, ed altridi minor conto. Di tutti questi materialisi organici che inorganici abbisognano ivegetabili, e nell’ assorbimento ed assi-milazione di essi è riposto il segreto del-la loro nutrizione e della vita, non menoche quello di un razionale sistema d’ a-gricoltura.
» Ma d’ onde trarranno essi i vegeta-bili tutti questi principii ? Parlando deimateriali fissi non possiamo per certo ri-manere in dubbio che non siano cavatidal suolo : degli altri poi, sebbene alcunipossano essere somministrati dallo stessoterreno per la decomposizione delle so-stanze organiche, pure la fonte principaledi essi noi crediamo esistere nell’ atmo-sfera non somministrando il terreno cheil mezzo onde fissarli, e sciolti nei fluidiporgerli, sotto varie forme, ad essere as-sorbiti dalle radici. Per la qual cosa noiandremo nei terreni ricercando le mate-rie fisse o minerali, o inorganiche quasiesclusivamente, rammentandoci, che segli organici possono essere, come almenocerto per la più parte lo sono, sommini-strati dall’ atmosfera, questi non ci ver-ranno mai meno in qualunque regione,ma che ci sarà forza tener conto accu-ratamente della influenza che le varietemperature a diverse elevazioni posso-no esercitare sui vegetabili, non menoche la esposizione di essi ai raggi calori-fici e luminosi del sole.
» Or qui è bisogno richiamarci allamente, derivare cioè la terra coltivabile,ossia il suolo arativo sopra tutto, dalladissoluzione delle roccie preesistenti alterreno istesso. A formar questo concorre
Tebbeni
è ben vero anche in maggiore o minorparte la decomposizione delle materie or-ganiche vegetabili ed animali, che cre-scono annualmente o che per caso ritro-vansi in esso, ma il più di sovente necostituiscono queste ben lieve parte, esegnatamente sovra i monti che essen-do più o meno inclinati, rimangono pelcorso delle acque facilmente spogliati del-le foglie degli alberi, e di altri avanzi, diche vengono in quella vece ad arricchirsile valli.
» Il concorso di alcune forze mecca-niche, quali sarebbero l’azione delle cor-renti e dei fiumi, e il congelamento delleacque, le quali penetrando nelle fendi-ture delle rupi, nel loro dilatarsi pel gelosono capaci di sfiancarle, lasciandole poidistaccarsi al tempo del disgelo, il con-corso di tutte queste forze distruttive ten-de continuamente alla disgregazione delleroccie che sono esposte alla loro azione.A queste forze meccaniche è d’ uopo ag-giungere altresì le forze chimiche, cioèquell’ azione che alcuni agenti chimiciesercitano sulle roccie istesse. Fra questipossonsi annoverare precipuamente l’os-sigeno, l’ acido carbonico, 1’ acqua, ecc.,i quali corpi tendono a combinarsi concerte sostanze, al qual effetto devesi ne-cessariamente vincere la forze di coesionedi queste, onde avviene la loro disgrega-zione. Se una massa di protossido diferro venga in contatto dell’ ossigeno at-mosferico, questo tenderà a combinarsicon quella, ma per tale combinazione sirende necessario il contatto degli atomidei corpi che deggiono combinarsi, ondea poco a poco di una massa compattache aveasi dapprima avrassi invece uncorpo polveroso, distrutta la forza di coe-sione. Lo stesso fenomeno si ripete nellecombinazioni degli altri agenti chimici,ed ultimo risultato sì di questi che deimeccanici è la formazione del terreno