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Tomo LIV. [Supplemento.]
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ni più

Terreni Terreni

e ciò andrebbe a danno degli altri cereali,!dalla pratica agreste, e persino o ;alla coltivazione dei quali si sottoponesse'rozzo colono sa che la coltivazione di unin appresso il terreno. ConchiuderemoIcampo a frumentone rende magro il ter-adunque essere in generale la coltivazio- reno, e perciò quivi sparge per lo piùne dei cereali applicabile a questa regio-1 tutto il concime che gli vien fatto dine, e segnatamente a quei terreni che più jraccorre. Questa depauperazionc del ter-

4-” di quelli da reno però è in gran parte originata, o

si ravvicinano al

noi esaminati, quando non si oppongano jper lo meno accresciuta in alcune parliParticolari circostanze derivanti dalle lo-cali condizioni atmosferiche.

» Continuando nelle ricerche sopra laregione montana, dopo di aver preso indisamina i cereali, è giuoco forza venireragionando intorno la coltivazione delfrumentone (Zea mays L.) siccome quel-lo che, sia pure a torto o a buon dritto,è quivi dopo i cereali più generalmen-te diffuso. E per prendere le mosse dadati infallibili, esaminiamone da primala chimica composizione relativamente aimateriali inorganici di cui trovasi costan-temente fornito.

» Secondo 1 ’ analisi che ce ne offre ilcelebre de Saussure, sono le ceneri diquesta pianta in ioo parti composte di71 di sali di potassa e soda, 6, 5 o salidi calce e magnesia, 1 8 di acido silicico.Dall’ esame di quest’ analisi balza al pri-mo istante sotto gli occhi la enormequantità di sali a base alcalina di cuiquesta pianta è fornita ; dietro la qualeosservazione il chiar. Liebig nella suaclassificazione chimica dei vegetali la an-noverò fra le piante potassiche. Derivada ciò, siccome naturalissima conseguenza,la sottrazione che fassi al suolo, colti-vando questa pianta, di sali alcalini, ondesorge la necessità di abbondanti conci-mazioni, senza di che si avrebbe unoscarsissimo prodotto, e tale un impove-rimento del terreno da renderlo sterilein brevissimo tempo ed inetto a qualsiasicoltivazione. Questa chimica verità, ri-;

della provincia, da alcune malaugurateusanze e triste necessità, di che ci cadràin acconcio di parlare in altra occasione.

» Confrontando ora la composizionemineralogico-chimica dei quattro terrenimontani da noi esaminali, ci risulta che ipiù idonei a tale coltivazione sarebberoil i.° preso nelle vicinanze di Romagna -no, ed il 4-° tolto non lungi da Solca,contenendo il primo sopra 100 parti5 , go, e 1 ’ altro 7, g 5 di sali a base al-calina con acqua. Questo anzi per la suaconsiderabile quantità di allumina e diacido silicico, in luogo della calce ab-bondante nel primo, sarebbe inoltre ac-concio assaissimo ai bisogni di questagraminea, essendo di analoga composi-zione a taluno dei più fertili terreni, epiù produttivi della provincia. Ma non isoli materiali inorganici sono quelli elioconcorrono all’ accrescimento e sviluppodei vegetabili, che gran parte della loronutrizione avviene per l’assorbimento edassimilazione dei materiali organici, cheper lo più si appropriano dall’ atmosferaper 1’ azione dei loro organi a ciò desti-nali, e per 1’ esercizio delle vitali funzio-ni. Esaminiamo ora se le condizioni fisi-che dei terreni montani in generale edin particolare possano prestarsi assai fa-cilmente all’ esercizio delle funzioni ve-getative di questa pianta.

»In qualunque terreno,sotto del nostrocielo, coltivisi il frumentone (a meno chenon sia la varietà bimestre che ognuno sa

sultante dai principii di agraria scienti- quanto sia d’ inferiore qualità, e perciò

fica, è comprovata senza eccezione anche da escludersi pei*primo prodotto da qual-