Tekriwi
({nell’ istante è compiuta ; ma egli è ap-punto allora che comincia ad esercitarele sue funzioni con maggiore energia l’al-tro dei due sistemi che gli odierni fisio-logi riconoscono nell’ ovario dei vegetali,il" sistema di nutrizione. Non per la mi-cropila, per cui l’ovulo ebbe la feconda-zione, ma pel punto alla micropila sem-pre opposto diametralmente, per l’umbi-lico interno o calala riceve 1’ ovulo lasua nutrizione. Tutta la vita vegetativapotrebbe dirsi, avvenuta la fecondazione,si esercita e concentra nel frutto. Gli or-gani fecondatori appassiscono, cadono, sevi esistevano, gl’ inviluppi fiorali, e seti-tanto 1’ ovario cresce considerabilmentedi mole, anzi talora per una meraviglio-sa rapidissima moltiplicazione del tessutocellulare acquista forme proporzionata-mente gigantesche. Dalla cellula embrio-nale si sviluppano e perfezionano nelseme le parti tutte dell’ embrione, e neisemi forniti di perisperma viene questoa mano a mano per le funzioni vitaligenerandosi, e riempie la cavità dell’o-vulo che procede allora a compiuta ma-turazione.
» La presenza e perfezione del peris-perma, che in tutti abbonda i semi dellegramhiee, forma la migliore qualità di•ali sementi, ed è appunto esso che co-stituisce l’amido o fecola, contiene il glu-tine , l’albumina e la fibrina vegetale,materie del lutto necessarie alla forma-zione della materia plastica animale, edall’ esercizio della animale respirazione.Ora, se tosto avvenuta la fecondazionedel seme si tronchi nella pianta il corsodelle funzioni vitali, potrà dirsi che siasiottenuto un fruito compiuto, o non sa-rà anzi in quella vece paragonabile agliabòrti, o per Io meno ai parti prematurideboli e cadenti degli animali ? E questoappunto che accade alla Zea mays chesi coltiva nella regione montana ; onde
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senza compenso ritornano ivi bene spes-so le fatiche sparse intorno a tal piantadallo sconsigliato colono. Dal fin quidetto, tranne le poche eccezioni più so-pra accennale, sembra poter dedursi nonessere in generale la coltivazione del maysappropriata alla parte montana, nè perla quantità, nè per la qualità del pro-dotto che suolsi ricavare da esso in taleregione.
a L’ordine ci conduce adesso a tenerparola di altra pianta annuale clic coltivasiin pianura non meno che sui colli ed altimonti a cagione del seme farinaceo da essaprodotto. Intendiamo parlare della farina ograno saraceno ( ì'olygonum FagopyrumL). Come ad ognuno è ben nolo, semi-nasi questa pianta sui colli ed in pianuradopo il frumento, per ottenere un secondoprodotto, ma sugli alti monti 6 d’uoposeminarla in primavera, e non olliensìmaturo il frutto che in sullo spirare dìagosto, o nel principiar del settembre.
» Seguendo pertanto il modo'abbrac-ciato per le nostre ricerche, or ci faremoad esaminare la sua chimica composizione.Una analisi di tal pianta viene riportaladal Liebig siccome eseguita dai valentichimici Wiegmann e l’olstorf. E però daavvertire che questa analisi fu dai pre-detti chimici eseguita sopra piante peiloro sperimenti fatte germogliare e cre-scere in un terreno coltivabile artificialecomposto in mille partì di 86i, 26 disabbia di quarzo, 5 y, 82 solfati, cloruried ossidi metalloide] e metallici, y8, 52acido torbico, e turbali a varie basi, cherimpiazzavano 1’ acido umico, ed i salida esso costituiti. Inoltre è da osservarsiche queste piante furono tolte al suolo inistato di piena vegetazione, e non giàdopo maturato il fruito, anzi deesi ricor-dare che solo uno di questi pervenne amaturazione ; di che potrebbesi inferireche la composizione artificiale di questa