Terreni
fibrina ed albumina sono in sì lieve pro-porzione, che non può essere considerata.Egli è perciò che nella rotazione montanapuò essere collocata tale coltivazione negliintervalli in cui si ommelte la concima-zione. E qui cade in acconcio di far cen-no intorno ad una opinione invalsa fra icoltivatori montaneschi, ed è che il solanotuberoso impoverisca il terreno, ondepoco provino i cereali se vogliansi alter-nare con esso. Secondo il modo di con-dursi simile opinione può essere vera ofalsa. Richiamandoci alla mente la com-posizione chimica dei cereali ci ricorde-remo preponderare in essi enormementel’acido silicico, di cui hanno assoluta-mente mestieri a Cne di sviluppare il loroculmo e le loro foglie, ed essere difesinella loro gracilità dall’azione degli agentiesteriori. Rammentiamo ora che l’erbadel solano tuberoso è sovrabbondanteper certo di sali calcarei, ma vi abbondapur anco l’acido silicico, poiché nei no-stri assaggi ne abbiamo rinvenuto il i4per ojo e non meno del 29, 81 ne trovòl’Hertwig. Ora, se di tal materia hannobisogno i cereali, e se pure di essa abbi-sogna il solano tuberoso, egli è certo chela coltivazione dell’ uno impoverirà ilcampo per la coltivazione degli altri, alquale sconcio però il facilissimo rimedio,come si disse della barbabietola relativa-mente ai sali potassici, è quello di lasciaresul campo l’erba del solano istesso chegli restituisca ciò che per la sua vegeta-zione avevasi appropriato. E siccome daqualunque avveduto coltivatore puòe 'itarsi un tal danno, non dubitiamo as-serire che l’opinione che il solano tu-beroso impoverisca il terreno sia deltutto falsa ed insussistente, allorché siadoperi secondo i dettami di un razio-nale sistema di agricoltura. In quanto poiai materiali organici, di che per la lorosostanza amilacea hanno d’uopo i cereali
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ed il solano tuberoso, si l’atmosfera cheil suolo e 1’ acqua di pioggia ne sommi-nistrano in quantità che basti per nondover temerne difetto. E tale quantitàpuò essere ancora accresciuta dal sover-sciamento dell’erba, la quale seppelliscecon s.è sotto del suolo molli dei materialiorganici, che per le funzioni degli organifogliacei erasi assimilata, mediante la de-composizione dell’acido carbonico del-l’atmosfera ; bene inteso che non deggiasiommettere ai tempi dovuti la pratica delleconsuete concimazioni.
» La coltivazione ancora del solanotuberoso concorre per sé, egualmente chequella della zea mays , a rinnovare perqualche guisa il terreno: imperciochè illavoro profondo che il suolo domandainnanzi della piantagione, e le replicateleggiere sarchiature che ne accompagnanola coltivazione, concorrono a porre incontatto degli agenti esteriori le profondeparti del suolo, le quali perciò rimangonosempre più disgregate, aggiungendo cosìmateriali inorganici al suolo istesso. Nonsi dubita anzi asserire che questa solaoperazione nel terreno montano, deri-vante da roccie calcaree, sia per sé solabastevole a restituire al terreno conusura i materiali inorganici, consistenti perlo più in sali calcarei, che concorsero allanutrizione del solano tuberoso. Dopo il sinqui detto non può rimanere alcun dubbiointorno alla convenienza della colLiva-zione di tal pianta nella regione montana.
» Riassumendo quanto si disse in re-lazione alle piante annuali coltivate suglialti monti di questa provincia sembrapotersi conchiudere : essere in generalecoltivabili i cereali : essere da escludersi,meno alquante accennate eccezioni, lazea mays: coltivabile in quella vece lafraina: potersi introdurre sotto certe con-dizioni la barbabietola : e più di tutto, do-po i cereali, coltivabile il solano tuberoso.