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Tomo LIV. [Supplemento.]
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a» 4 Terrevi

no, senza grave dispendio, somministraree pali e pertiche necessarie al sostegnodei volubili fusti del luppolo.

» Una cura però vuoisi per questa col-tivazione che richiede qualche grado d’in-telligenza botanica. E il luppolo, comeognun sa, una di quelle piante che siappellano dai botanici dioiche , di cuicioè i diversi sessi ritrovansi sopra se-parati individui. I fiori che impiegamisono i femminei soltanto, perciocché imaschili, compiuta la fecondazione, pe-riscono. Ora, colla seminagione spunte-ranno certamente individui dell’ uno edell’altro sesso, e cura dell’agricoltoredebb’ essere, al primo tempo della fiori-tura, di togliere le piante maschili, persostituirvi a tempo opportuno le femmi-nee, che propagherà colle radici o coiturioni delle piante esistenti. Non dovràestirpare però gl’ individui maschi deltutto, anzi ne lascierà a bella posta qual-cuno di distanza in distanza, e con que-sto mezzo otterrà un migliore e più ab-bondante raccolto dei fiori femminei, chegiugneranno a perfetta maturazione. Usa-ta questa cura una volta, di più non oc-corre che piantare, e togliere di anno inanno il legname dal campo, perciocchéla radice del luppolo, che è perenne, bastasenza più per lungo tempo a produrrebuona copia di fusti.

» Rispetto poi all'altro obbietto, malsaprebbesi decidere se ora, accresciutisia dismisura i bisogni, potesse a questibastare il luppolo che cresce spontanea-mente. Ma, ciò pur conceduto, chi vorreb-be scorrere da un capo all’altro la pro-vincia, dall’alta regione montana alla piùbassa pianura, per razzolare qua e là gliamenti slrobilacei del luppolo spontaneo?Certo che il tempo che occorrerebbe pertale raccolta non sarebbe compensato dalprodotto, nè con ciò un uomo guada-gnerebbe la sua giornata, senza calcola-

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re i trasporti del genere da tutte partidella provincia, ponendo mente che for-se anche per difetto di opportuni loca-li, nella dissecazione potrebbe venire aguastarsi. Per queste cause, niuno si de-dica a tale raccolto, ed intanto i birrairitraggono, con non lieve dispendio, dal-1’ estero i fiori del luppolo necessari perle lor fabbriche, versando allo stranieroun danaro che resterebbe fra noi, oltreai diritti di finanza pel dazio di en-trata (i).

» Considerate quindi le tenui spesenecessarie per questa coltivazione, la qua-le non toglierebbe al campo un altro rac-colto , si esortano specialmente ( attesaadesso l’infesta crittogama che guasta ilprodotto delle viti ) tutti i possessoridei terreni montani a voler farne l’e-sperimenlo.

» Dalla coltivazione delle piante a fu-sto annuale or ci conviene passare a quel-la delle perenni ed arboree.

» Chi lungo i prati , e sugli arginiviene camminando delle larghe fosse chetagliano la bassa pianura veronese, inveggendo quivi educate alcune speciedi salici Viminali, penserebbe egli maiche simil prodotto ancor si traesse da-gli alti monti, alla elevatezza di forsemetri goo sul mare ? . Certo a molliparrebbe cosa incredibile, eppure nel-le montane vallette del Baldo, intorno aquel gruppo di poveri casolari che ap-pellansi i lumini, negli umidi rovesci deimonti che circondano la villa di Bolca,ed in molti altri luoghi di questa regio-ne, veggonsi sorgere qua e là, ove qual-che ascosa sorgente rende umido il suolo,boschetti di salici Viminali. Di quantovantaggio sia questa coltivazione ce loindica la quantità smisurata di vimiui

(i) Il dazio di entrala dei fiori di luppolo edi ausi. tir. 2i:35 il quintale lordo.