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le cui frutta vengono accompagnandocidall’una all’altra primavera, tutte discen-dono dal solo genere pyrus. A questipossono aggiungersi il mespilo, e il sorboche abitano pur essi i boschi montani.
» Fra queste stirpi però, quelle chesembrano preferibili nella piantagione diun frutteto sono, il ciliegio nelle sue va-rie specie, ed il pero. La qualità posse-duta dalle amarasche di monte di resi-stere alla bollitura nello zucchero, e diconservarsi senza alterazione da un annoall’altro, fa che si cerchino da’confetturie-ri, procurando ad esse così un pronto esicuro smercio a prezzi assai vantaggiosi.Questo può dirsi ancor delle pere, e se-gnatamente di quelle che maturandosi atardo autunno ci vengono accompagnan-do per tutto il verno. Nè solo si vendonoonorevolmente sul prossimo mercato, maben anco su quello delle vicine città, ovecon larga usura sono compensate le spe-se del trasporto, anche fino alla venetacapitale.
» Ma smercio senza paragone più uti-le e sicuro, senza correre pericolo che iltrasporto possa guastarle, offrono le fruttadel castagno, che sui monti veronesi at-tingono una notabil grossezza, e riesconodi qualità migliore di quelle che deriva-no dalle provincie vicine. Cominciasi adavere di queste frutta sul principiar delsettembre, e sono quelle che, sover-chie alla pianta, non polendo giugnere aperfetta maturità cadono facilmente allascossa del vento. Pur queste ancora, seb-bene non perfettamente nutrite, si rac-colgono, e prestamente si vendono. Lapiena raccolta poi fassi a tardo autunno,e queste frutta perfettamente mature, nèpercosse dal vento o dalla caduta, siconservano per tutto il verno, e si tras-portano alle altre città. In quanto poi alvantaggio che viene offerto da esse, cadein acconcio avvertire, essere il loro prez-
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zo in generale regolato da quello del fru-mentone, scambiandosi sovente un saccodi questo con un sacco di castagne omarroni, e che anzi talvolta il montana-ro avvantaggia di prezzo sulla sua der-rata verso il frumentone della pianura.
» Un brevissimo calcolo può far cono-scere quanto sui monti sia più utile diogni altra la coltivazione del castagno,eccettuato forse solo il frumento ed ilsolano tuberoso. Trattandosi di alberidi mezzana grandezza, e supponendoche da quelli fra essi i cui rami co-prirebbero una superficie di suolo pi-r4oo metri quadrati, si raccolga solo unsacco di marroni, che in generale se neraccoglie assai più, sulla superficie dimetri quadrali 3ooz, che tanti ne misu-ra un campo veronese, dovrebbersi rac-corne all’ incirca otto succhi. Ora, quan-do , ammettendo anche tutto il favoredella stagione, sovra un campo coltivatoa frumentone nella zona montana per-vieusi a raccorne nemmeno la metà ? Aciò debbe aggiungersi che pel castagnoil terreno non richiede lavoro alcuno, eperò niuna spesa, quella eccettuata dellaraccolta, che il sottoposto terreno dà unricco pascolo, senza timore di danno,trattandosi che i castagni son alberi ditronco elevato che non possono esseredanneggiati dal morso degli animali. Ag-giungasi ancora il prodotto di legna dafuoco che porgono d’ anno in anno i ra-mi che vengono a disseccarsi, coi qualisi fabbrica sovente carbone di buona qua-lità per fucina, ed il legname da operache potrebbero offerire gli alberi stessi,e che serve egregiamente alla costruzio-ne degli edifizii montani, oltre alle assiche impiegami a fabbricare ottime botti.Anzi persino nella dissoluzione del suoorganismo reca questo benefico alberovantaggio al suo possessore, perciocchéla parte legnosa di esso, che per l'azione