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Tomo LIV. [Supplemento.]
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Terreni

delle acque viene talvolta nelle pianteestremamente vecchie a marcire, olire unottimo terriccio vegetale, che vendesi aprezzo non vile, ed impiegasi per la col-tivazione di molte piante esotiche, ed èquello che appellasi terra di castagno.Anche un costume, però da disappro-varsi, offre un nuovo vantaggio, ed èla raccolta delle foglie che cadono, lequali si vendono, e sono impiegate pelletto degli animali che si educano allapianura, ove sommamente scarseggia lostrame. Sarebbe miglior partito abban-donare questo lieve prodotto, lasciandoche le foglie dei castagni nella loro dis-soluzione restituissero al terreno queiprincipii inorganici che si sono da essoappropriati.

» Cresce il castagno salvatico sponta-neamente sui gioghi montani, e da ciòpossiamo con sicurezza dedurre (se an-che il fatto non lo provasse) che essendoquesta regione la sua patria, prospereràassai più coltivato, che non vegeti rigo-glioso in balia della sola natura. Se nonche è a farsi una osservazione : cherichiede quest’ albero per la sua lietavegetazione una località non molto de-pressa nè soverchiamente elevata. Scor-gesi talvolta il castagno sulle chine deicolli, ma non cresce ivi mai cosi rigo-glioso come sui dorsi montani, nè maiincontrasi oltre a questa regione. Se-condo quello che accadde di osservare,la zona del castagno è fra i 5 oo e i 900metri sopra del mare. Qualunque poi siaquivi la sua esposizione, vegeta ovunquecon eguale prosperità. Copre le aprichevette dei monti, veste le discoscese fendi-ture delle valli così vòlte a settentrioneche al meriggio, e forma dei boschi nonpure di ricco prodotto, ma altresì di ame-nissimo aspetto, e di amico ristoro allostanco passaggero, trafelato talvolta perla faticosa salita delle erte montane.

Sappi. Dii. Tecn. T. X£.

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» Ma eccoci giunti, quasi senza avve-dercene, ad un altro argomento di som-mo rilievo.

Dei boschi.

I boschi si dividono generalmente intre classi, cioè, bosco d’ alto fusto o dacima ; bosco di mezzo fusto , e boscoceduo.

« E il bosco da cima per lo più costi-tuito d’ alberi della famiglia delle conife-re, e da esso ricavasi il materiale per lecostruzioni navali e per le grandi fabbri-che. Un bosco di mezzo fusto formasidi conifere di minor mole, in unione so-vente alla quercia, al faggio ed altri alberi.Molte specie, secondo le varie situazioni,entrano a formare il bosco ceduo, ma ilpiù spesso la quercia, il faggio, gli aceri,1’avorniello, l’avellana, il carpine, il frassi-no, la betuìa, l’olmo ed altre, insieme convarii fruttici, e suffruttici di minor conto,accennali da molti altri autori e che om-mettiamo quindi per brevità. Sono i bo-schi da taglio destinali al fuoco soltantoed alla carbonifìcazione. Osserviamo oraquale di queste tre maniere di boschi po-trebbe rispondere con maggiore vantag-gio ai bisogni della provincia veronese.

» Qualunque persona a cui s’indiriz-zasse una tale inchiesta, a prima giuntasenza dubbio risponderebbe: essere ilbosco di alto fusto ; atteso il prezzo as-sai alto, ed il pronto smercio dei legna-mi da opera. Pure innanzi di pronun-ciare giudizio, è necessario premetterealcune considerazioni relative peculiar-mente a questa regione.

» Rammentiamo che i boschi di altofusto si compongono di alcune specie dipini, di abeti e di larice. Questi sono ilegni di più sicuro esito e di valore con-siderevole ; se non che un grave disagiosoffrono questi nella provincia. L’ espe-

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