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Tomo LIV. [Supplemento.]
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rienza ha incontrastabilmente provato chela qualità sì degli abeti che del larice diquesti monti è di gran lunga inferiore aquella di simili legni che crescono suimonti del vicino Tirolo. Non entrere-mo a ricercare di questo danno la causa.Con accurate indagini si ghignerebbeper avventura a rinvenirlo, ma quandopure a ciò si pervenisse ( se anche nonsi dovesse rimanersi fra i confini dell 1 i-potetico ) sarebbe probabilmente impos-sibile porvi il necessario riparo, per loche ciò non sarebbe che puramente lus-so di scienza. Comunque però sia, ilfatto sussiste, ed ogni lavoratore di si-mil genere sa che il larice e P abete diquesti monti nel lasso di pochi anni ri-mane roso dal tarlo, mentre i legnami delTirolo, dopo lunghi e lunghi, anni restanoancora illesi. Questo sconcio diminuisceconsiderabilmente il prezzo dei nostri le-gni da opera, e quindi il valore de 1 bo-schi di alto fusto da cui derivano.

» Nella educazione ancora di similiboschi v 1 hanno altre non molto lievidifficoltà. Soltanto per seme possonomoltiplicarsi le piante conifere, ed ènoto quanto crescano lentamente. Fin-ché non pervengano ad una considera-bile altezza possono andar soggette amolti danni, e specialmente al morsodegli animali. Questa famiglia singola-re di vegetabili, che possiede un por-tamento tutto suo proprio, come diffe-risce nelle parti dell’embrione seminale,che in luogo d 1 uno o due cotiledoni nedimostra talora cinque, sei, ed anche unnumero molto maggiore, differisce, oltreche nella struttura del suo tessuto fibro-so, anche in parte nel suo accrescimentodalle piante dicotiledoni, accostandosi perqualche modo alle monocotiledoni arbo-ree, formando quasi un anello di con-giungimento fra P una e P altra organiz-zazione. Crescono le monocotiledoni ar-

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boree, fatte alcune eccezioni, per unagemma terminale soltanto, onde derivail tronco quasi cilindrico, semplice, ele-vato, e proporzionatamente sottile chepossiedono le palme. Si ramificano inquella vece le conifere alla guisa delledicotiledoni, ma se venga loro troncatol 1 asse centrale o primario, quando sonoancora nelle prime età, non altrimentiche se si tronchi alle monocotiledoni ilbottone terminale, difficilmente si dira-mano, anzi il più delle volte intiSichi-scono ben tosto e vengono meno ; a dif-ferenza delle dicotiledoni, le quali, per-duto anche questo asse, si slanciano vi-gorosamente coi rami, e con questi assisecondarii, terziarii, ecc., sopperisconopienamente al difetto del primario ocentrale. Da ciò rilevasi la cagione per-chè tante piante novelle vanno inevita-bilmente a perire. A ciò aggiungasi cheil troppo sole è nocevole, quando sononelle prime età, al loro ingrandimento,onde, come sarebbe dannosissimo lo sco-prire interamente un tratto di bosco, ecosì, ignudo che sia, torna difficilissimoil rivestirlo di piante di simil fatta.

» Ostacoli pressoché eguali incontransipel bosco di mezzo fusto. In questi, comeaccennossi, possono allignare assai bene ilfaggio e la quercia, oltre a molte delle ac-cennate conifere, ma il pregio di questolegname è assai lieve, nè può presentarenemmeno approssimativamente il com-penso di un bosco da cima. Ognuno co-nosce che più i legnami da opera acqui-stano , ed aumentano a dismisura diprezzo quanto più viene accrescendosiil loro diametro ; ma trattandosi di le-gname da piccole costruzioni, e quindi dipoco diametro il suo valore di poco sor-passa quello che ricaverebbesi da altret-tanta legna da fuoco, o dal carbone chene verrebbe prodotto.

» Di questi necessarissimi materiali ha