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Tomo LIV. [Supplemento.]
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Terreni

difetto più che mai la provincia veronese,e le ricerche che (annosi in tutte parti dicombustibili fossili, ed il prezzo elevatodella legna da fuoco, e del carbone nefanno non dubbia prova. Intanto enormequantità di tali materie vedesi discenderetutto giorno per 1’ Adige , ed è que-sto un tributatile paga la provincia ve-ronese al Tirolo, dopo che sconsigliata-mente si distrussero i boschi cedui mon-tani, e si dissodarono i terreni, da cuiper certo non ricavasi nemmeno la metàdel prodotto perduto. Esatti calcoli divalenti studiosi d’ agraria , riportati inparecchi giornali, dimostrarono quantomaggiore sia la rendita di una data su-perficie di bosco ceduo, alla rendita dialtrettanta superficie di terreno coltivatoin qualsiasi altra guisa. Egli è perciò checi crediamo dispensati dal riportare glialtrui risultamenti. Quello pertanto chepensiamo di dover soggiungere si è, che sehavvi speranza di vedere rivestiti di bo-schi alcuni gioghi montani, egli dev'es-sere certo di boschi di questa fatta, che,secondo il detto sin qui, avuto riguardoad alcune particolari condizioni della pro-vincia, tornano i più lucrosi.

» Ed in vero, quale sarà mai frai possessori dei terreni montani che vo-glia incontrare una spesa non lieve perprocacciare un vantaggio ai tardi figlidella sua terza generazione ? Non piùsollecito sarebbe per certo il vantag-gio che risentirebbesi dalla piantagioned una selva d’ alto fusto che si facesse alpresente. Non prima dei ioo anni po-trebbe cominciarsene il taglio, che sa-rebbe più vantaggioso prolungare sino81 i5o, come più utile sarebbe il tagliodei boschi di mezzo fusto soltanto sotto1 ottantesimo anno, piuttosto che al cin-quantesimo. Trattandosi poi in quellavece di bosco ceduo, può aversene unprodotto in capo al decimo anno, e quan-

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do i ceppi che rimangono a fior di terrasiano alquanto ingrossati, potrassi senzadisagio raccorciarne il tempo anche sinoal sesto anno ; onde il possessore di unbosco simile, anche di non molta esten-sione, dividendolo in altrettante parti,può avere nel seguito per ciascun announ prodotto ricco e sicuro.

» Ora, riunita insieme tutta la renditache da un bosco ceduo può ricavarsi dianno in anno per Io spazio di oltre adun secolo, crediamo che, a parità disuperficie, potrà essere eguale o forseanche maggiore, per la veronese pro-vincia, di quello che da una selva dialto o di mezzo fusto. In una di que-ste inoltre non potrà mai darsi una an-nuale ripartizione, perciocché non saràmai di così grande estensione che possadividersi in 80, 100 e i5o parli, ed an-cora, se pure potesse ciò darsi, lo scoprireaffatto il terreno sarebbe, come si disse,nocevole alle giovani piante. L’abbatter-ne poi a salto porta grave dispendio diopera e di trasporti, mentre lo sdruccio-larle giù pei declivi dei monti sopra laneve nel verno, come suol praticarsi, ri-chiede molte precauzioni, e con tutto ciòspesso alcuni legni si guastano. Del bo-sco ceduo può abbattersi uno spazio tut-to continuato, e quivi possono farsi lecataste di legne, o possono queste, senzadanno precipitarsi sino sul fondo dellavalle, onde è facile il loro trasporto colmezzo di carri. Pel sin qui esposto cre-diamo di animare i possessori dei montialla piantagione di boschi cedui, ma pri-ma assai che ai privati vorremmo gridarloaltamente ai comuni, che possiedono ditali boschi, che ben pensassero, non chea conservare quelli eh’ esistono, ad ac-crescerne anzi la superficie, piuttosto chead abbattere, come si scorge miseramentedi anno in anno, quelli che sino da tem-po immemorabile mai non sentirono 1’ a-