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Tomo LIV. [Supplemento.]
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Terreni

corpi che, sebbene elementarmenle divisie portati in circolazione per tutta la pian-ta, pure non giungono mai ad assimila-zione, servono forse di altrettanti centriatomici intorno a cui si vengono aggre-gando le molecole organiche che devonocostituire i tessuti.

w Checché ne sia, non vuoisi peròascrivere la differente fertilità dei terre-ni delle colline a questa sola causa dellaloro riduzione allo stato atomico in forzadi chimiche decomposizioni, ma egli èben certo che questa causa deve eser-citare sulla nutrizione vegetale non lieveinfluenza, come ne esercitano ancora lediverse proprietà chimiche possedute daiprincipii componenti i varii terreni. L’al-lumina, che in luogo della calce abbondanelle roccie vulcaniche, ha la proprietàdi combinarsi chimicamente coll’ acqua etrattenerla, e disseccandosi anche di nonindurare. La calce combinasi pur essaall’ acqua chimicamente, ma se arrivi adisseccarsi diviene per tal guisa dura ecompatta, che nulla è del frangerla alvomere colla forza di quattro buoi, ebene spesso sforzando si arrischia di spez-zare gli attrezzi. Ora è ben chiaro chese durante la vegetazione dei cereali ilsuolo venga così ad indurarsi, opponenon lieve ostacolo al prolungarsi delletenere radici, che non possono assorbirei materiali diversi necessarii alla nutri-zione della pianta, lasciandole mancarecosì il dovuto alimento, ciò che non av-viene nei terreni argillosi derivanti daroccie trappiche, che perciò sono più ditutti gli altri acconci alla coltivazione deicereali.

» E questa proprietà appartiene puranco a tutta quella parte dei colli cal-carei ove viene in luce il basalto. Nècredasi eh’ essi abbraccino una ristrettasuperficie. Le sommità delle colline cal-caree che fiancheggiano ad oriente la valleSuppl. Dii,. Tecn. T. XL.

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di Cazzano sono costituite da roccie ba-saltine, come lo sono i colli superiori allavilla di Marano ; e per non dilungarci so-verchiamente soggiungeremo soltanto, chenon è catena di colli, che anzi non è iso-lata eminenza che in qualche luogo nondia a vedere la presenza di roccie trappi-che. Così ne furono vedute alle falde ed adiverse elevatezze lungo le catene di Tre-gnago, di Castagnè , di Grezzana. Il ba-salto è al piede del colle di S. Leonardonella valle Dominica , al piede di quellodi Larzano nella valle di Avesa, si ripetein tutte le basse catene della valle Poli-cella, molte volte osservasi nel montePastello , e molte nel Baldo sino alleAcque negre ad una elevatezza non mi-nore di metri ii}oo sul livello del mare.

» Quello che di tali terreni si disse re-lativamente ai cereali, può ripetersi delfrumentone. In altro luogo, all’ appog-gio di buoni argomenti, volemmo dissua-dere la sua coltivazione sovra gli altiterreni montani, attesa la loro costituzio-ne fisica avversa alle leggi che presie-dono alla vegetazione di questa pianta,ma in questa regione la cosa è intera-mente cangiata, mentre, se fredda so-verchiamente, e troppo breve è la sta-gione della vita vegetale nel mezzo deimonti, bastevole, e per lo spazio di tem-po e per la temperatura, è in quella vecesulle colline trovandosi in eguale condi-zione col piano. Anzi per essere i terrenidel colle posti in dolce pendìo, sentonobene spesso la influenza del calore e del-la luce in assai maggior grado che la pia-nura, e ne è prova il veder fiorile le co-stiere dei colli assai più presto che ilpiano sottoposto, ed il 'crescervi rigoglio-so di varie piante native di clima più me-ridionale, come vedesi fiorire sulle rupidella Chiusa il caprifico ed il terebinto,piante abitatrici delle coste di Dalmazia edell’ isole del mare Egèo.

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